Incidenti, aumentano vittime tra centauri e pedoni

Incidenti, aumentano vittime tra centauri e pedoni
20 Luglio 2016 ore 00:01

Le vittime di incidenti stradali sono state 3.419, secondo i dati provvisori, nel 2015: 2.748 maschi e 671 femmine. I conducenti deceduti sono 2.342 (2.094 uomini e 248 donne), i passeggeri 476 (269 uomini e 207 donne) e i pedoni 601 (385 uomini e 216 donne). Per gli uomini, la classe di età con il maggior numero di decessi è quella tra i 20 e 24 anni (236) ma valori molto elevati si riscontrano anche in corrispondenza della fascia di età 40-54 anni (oltre 600 morti). Per le donne, le classi di età più colpite sono 20-24 anni (46 decessi), 70-74,75-79 e 80-84 anni (rispettivamente 57, 57 e 75 decessi). In quest’ultimo caso la frequenza elevata è attribuibile al maggiore coinvolgimento delle donne in incidenti stradali nel ruolo di pedone. Per i feriti in incidenti stradali, le età con le frequenze più elevate sono, per entrambi i generi, quelle 20- 29 anni (oltre 50 mila feriti) e 40-44 anni (22.653 feriti) (Prospetto 6). Nel 2015, a crescere sono soprattutto i decessi tra gli uomini di 30-34 anni (+16,0%), 45-49 (+10,2%) e 50-54 anni (+11,8%), per via dell’aumento di vittime tra i motociclisti; l’incremento è consistente anche tra le persone molto anziane, in particolare nella classe di età 80-84 anni (+10,5%), in questo caso prevalentemente donne. 

Nel 2015 si sono registrati 1.466 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguono motociclisti (769), pedoni (601), ciclisti (249), occupanti di autocarri e motrici (157), ciclomotori (106) e altre modalità di trasporto (71). L’analisi della distribuzione delle vittime per tipologia di utente della strada, pedoni o utilizzatori di specifiche categorie di veicoli, risulta di particolare interesse, soprattutto per il monitoraggio della mortalità degli utenti più vulnerabili . Tra questi ultimi si annoverano pedoni, ciclisti e utenti delle due ruote a motore. Questi soggetti sono molto più esposti di altre tipologie di utenti, prima di tutto perché non hanno protezioni esterne, come l’abitacolo di un veicolo. Gli utenti più deboli rappresentano nel complesso oltre il 50% dei morti sulle strade. Gli indici di mortalità e lesività per categoria di utente della strada evidenziano i rischi più elevati sperimentati dagli utenti più vulnerabili rispetto a quelli di altre modalità di trasporto. L’indice di mortalità per i pedoni , pari a 3,07 morti ogni 100 incidenti per investimento di pedone, è più di quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (0,67); il valore dell’indice riferito a motociclisti e ciclisti è, invece, più che doppio. L’indice di lesività è molto elevato per i pedoni e per gli utenti delle due ruote a motore.


Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia