Inchiesta. Milioni buttati nelle slot

Inchiesta. Milioni buttati nelle slot
18 Agosto 2016 ore 10:48

Dai 40 in su, prevalentemente donne, coniugate e con una famiglia da gestire, il più delle volte con un lavoro stabile a part time. E’ questo il profilo della «vittima» media della ludopatia in provincia di Brescia. A parlare sono i dati disponibili estratti dall’ultima relazione redatta nel 2014 dal Sistema Statistico Nazionale del Comune di Brescia. Dati in attesa di essere aggiornati con il nuovo report triennale che mostrerà tra pochi mesi la reale situazione del giro di vite messo in circolo con il gioco d’azzardo. Milioni di euro che escono ma soprattutto entrano in slot machine, videolottery, Gratta&Vinci, Poker online e lotterie istantanee. Sono centinaia le tipologie di gioco d’azzardo legalizzate su tutto il territorio, e il vero «Re Mida» di tutto il business è lo Stato. Le imposte su questo tipo di apparecchi vengono calcolate sul volume delle giocate effettuate e sono pari allo 17,5%. È lo Stato infatti che sceglie le caratteristiche delle migliaia di slot machine distribuite su tutto il territorio tra bar, oratori, tabaccherie e sale giochi, così come i meccanismi di vincita e anche di perdita, così come le percentuali di spartizione del denaro incamerato dalle giocate. Fondamentale la sensibilizzazione, le misure per educare al gioco, la formazione rivolta agli esercenti e i programmi politici per ampliare la lungimiranza dei sindaci, ma l’urgenza di fondo è la medesima in ogni città, ridurre i punti dove prolifera il gioco d’azzardo, riducendo le possibilità di giocare.

Una piaga sociale che non conosce confini regionali e provinciali e sulla quale urge una presa di posizione univoca e nazionale. Milioni e ancora milioni, dai grandi centri urbani come Montichiari, alle piccole realtà locali. Più di 12milioni i ricavi raccolti nell’anno 2012 solo a Montichiari, di poco inferiore Ghedi con 11milioni, Carpenedolo, Calcinato e Bedizzole sui 6milioni, 3milioni su Calvisano. Dati che purtroppo non sono in diminuzione ma in aumento. In attesa di ricevere i dati relativi alle ultime tre annualità, non rimane che mettere in atto tempestivamente le misure anti ludopatia. «Brescia, spiega il Dott. Luca Iubini,responsabile del Servizio di sicurezza urbana del Comune di Brescia, «si è mossa molto bene sulla delicata questione del ludopatia. Un discorso che merita di essere affrontato su più piani e in maniera puntuale. I dati consultabili ora si riferiscono ad annualità precedenti e anche se Brescia molto ha fatto per limitare i danni di questa problematica, purtroppo i numeri sono in aumento. A breve avremo i numeri precisi del problema». E’ del maggio 2015 la delibera contenente le linee programmatiche coerenti con le indicazioni della legge regionale per la prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico che autorizza la partecipazione del comune di Brescia al bando regionale per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di prevenzione e contrasto alle diverse forme di dipendenza del gioco d’azzardo.

La zona di Mantova secondo le stime recenti – registra una media regionale di circa 50mila giocatori di cui mille affetti da ludopatia. Secondo i dati della Camera di Commercio che ha messo a punto una panoramica nazionale sulle nuove attività legate al gioco, Mantova risulta essere la seconda città lombarda per numero di sale slot, ma il dato più preoccupante è dato dai i numeri in continui aumenti, con una spesa pro-capite dei paesi in provincia di Mantova di circa mille euro. A vincere come sempre è il banco, e se in questo caso il banco è lo Stato, il quadro è poco confortante.

Marika Marenghi


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