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Incendio a Tignale, il bosco non è ancora al sicuro: focolai riaccesi e Canadair di nuovo in azione

Il rogo ha interessato complessivamente circa 50 ettari di bosco, lasciando dietro di sé un'ampia area di vegetazione bruciata

Incendio a Tignale, il bosco non è ancora al sicuro: focolai riaccesi e Canadair di nuovo in azione

L’incendio che dalla serata di venerdì 7 agosto sta interessando la pineta delle Coste, nella zona di Olzano a Tignale, non è ancora definitivamente spento. Dopo tre giorni di interventi, la situazione viene descritta come sotto controllo, ma l’emergenza non può ancora considerarsi conclusa.

Il rogo ha interessato complessivamente circa 50 ettari di bosco, lasciando dietro di sé un’ampia area di vegetazione bruciata nella quale continuano a essere individuati punti caldi e piccoli focolai.

Nella notte nuove fiamme nel bosco

Il rischio principale è rappresentato proprio dalle riaccensioni. Nella notte alcuni dei cosiddetti fumaioli hanno infatti ripreso a sviluppare piccole fiamme.

Le squadre dell’Antincendio boschivo della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano erano già impegnate nel presidio dell’area e sono intervenute per contenere i nuovi focolai.

Con le prime ore della mattina è ripreso anche il lavoro dei mezzi aerei. Elicottero e Canadair sono tornati in azione per raggiungere e colpire dall’alto i punti più difficili da affrontare da terra.

Il problema, infatti, non è più rappresentato da grandi fronti di fiamma, ma dalla presenza di numerose zone ancora molto calde all’interno del sottobosco. Le alte temperature e soprattutto il vento possono favorire nuove ripartenze del fuoco.

Il sindaco: “Non possiamo ancora dichiarare vinta la guerra”

A invitare alla prudenza è anche il sindaco di Tignale Daniele Bonassi, che ha aggiornato residenti e turisti sull’evoluzione dell’incendio.

La situazione, pur essendo migliorata, richiede ancora un’attenta sorveglianza. Il sottobosco bruciato conserva infatti temperature elevate e diversi focolai potrebbero riattivarsi in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli.

Resta comunque una rassicurazione importante per chi si trova sul territorio: non risultano al momento pericoli per le persone e per le abitazioni. La principale preoccupazione riguarda invece le aree boschive ancora interessate dall’emergenza.

Il dispositivo di soccorso rimane quindi attivo, con le squadre Aib impegnate nella bonifica e nel monitoraggio e i mezzi aerei pronti a intervenire dove necessario.

Un secondo principio di incendio a Costa di Gargnano

A complicare ulteriormente una situazione già delicata, nella tarda serata di domenica è stato segnalato anche un principio di incendio nella zona di Costa di Gargnano.

L’allarme è scattato intorno alle 23. Le squadre sono intervenute rapidamente riuscendo a spegnere il rogo prima che potesse trasformarsi in un incendio di più vaste dimensioni.

Un episodio che conferma quanto siano elevate, in questo periodo, le condizioni di rischio sul territorio gardesano.

L’altra emergenza: la scarsità d’acqua

A rendere ancora più complesso il lavoro dei soccorritori c’è poi la scarsità d’acqua che sta interessando il territorio.

Per questo il Comune ha rinnovato l’invito a residenti e turisti a utilizzare la risorsa idrica con grande attenzione, limitandone il consumo alle necessità alimentari, sanitarie e domestiche ed evitando ogni spreco.

Per garantire l’approvvigionamento necessario alle operazioni antincendio sono state individuate anche fonti alternative alla rete dell’acqua potabile.

Nei giorni scorsi è stata utilizzata l’acqua della piscina pubblica di Prabione, mentre alcune strutture ricettive hanno messo a disposizione le proprie piscine per consentire il rifornimento dei mezzi impegnati nello spegnimento.

A disposizione dei soccorritori sono state messe in particolare le piscine di La Portella, Hotel Residence Panorama La Forca e Park Hotel Zanzanù.

Bonifica ancora lunga

L’incendio di Tignale è dunque entrato nella fase della bonifica e del monitoraggio, ma non può ancora essere considerato definitivamente concluso.

I circa 50 ettari di bosco bruciati nascondono ancora numerosi punti caldi che devono essere individuati e spenti per evitare nuove propagazioni.

Per questo le squadre continueranno a presidiare la zona anche nelle prossime ore, mentre elicottero e Canadair resteranno pronti a intervenire sui focolai più difficili da raggiungere.

L’obiettivo è impedire che il vento e le temperature elevate possano trasformare le riaccensioni in un nuovo fronte di incendio.