Pontevico

Inaugurata la stele per le vittime del Covid

Il progetto è stato condiviso e sostenuto dall'intera comunità grazie al coordinamento degli ideatori di Pontevico.Live

Inaugurata la stele per le vittime del Covid
Bassa, 26 Agosto 2020 ore 01:43

Appartenere a una comunità rende più uniti, più forti. Lo ha dimostrato Pontevico con i suoi cittadini e un clima di solidarietà che da tempo non si percepiva

Inaugurata la stele per le vittime del Covid

La voglia di stare insieme in un periodo che divideva, che isolava, che distanziava, è stata possibile con le tanto attese puntate online di “Pontevico Live”, format di dirette sul gruppo Facebook “Sei di Pontevico se…” ideate da Giorgio Loda e da Roberto Romano, a cui si sono uniti come supporto amici, conoscenti, concittadini. Un appuntamento seguito, puntata dopo puntata con collegamenti dall’estero, con volti noti in diretta, istituzioni, persone che in un modo o in un altro sono legate a questa comunità.

Mentre i media in generale parlavano di morte e pandemia, su Pontevico Live si varcavano i confini nazionali, ci si informava senza inutile terrorismo psicologico, si condividevano ricordi, quelli belli. Proprio in un ambiente virtuale così florido è nata un’idea insolita che grazie allo spirito di una comunità ritrovata ha dato ali a un grande progetto, la creazione di un monumento per ricordare vittime del Covid, in qualità di testimoni.

Le T-shirt per beneficenza

Nulla è avvenuto per caso. Sono state prodotte oltre 800 t-shirt dalla grafica accattivante e la scritta “So de Puntìc” che ha fatto subito sentire tutti gli ascoltatori del programma “in dovere” di averne almeno una. Ritrovato l’orgoglio per le proprie radici che per molti era forse solo silenzioso o latente, in chi prendeva la maglietta vi era la consapevolezza dell’aver fatto la cosa giusta per una buona causa. I capi di abbigliamento (in tre colori bianco, nero e giallo) erano infatti oggetto di una campagna benefica che ha reso possibile l’ideazione e la realizzazione del monumento inaugurato martedì sera, perché tutti sono stati toccati da questa drammatica pandemia ed è un dovere ricordare.

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L’inaugurazione della stele

In molti la sera del 25 agosto si sono trovati nel giardino della memoria dinnanzi l’ingresso principale del cimitero, dove già trovano casa altre sculture e monumenti, per partecipare al toccante momento dell’inaugurazione della stele, coperta per l’occasione dal tricolore e da una maglia nera «So de Puntìc». Presenti i due promotori dell’iniziativa e tantissime persone che rispettando le norme inerenti il Covid non hanno fatto mancare il proprio sostegno indossando la fatidica t-shirt.

A intonare l’inno nazionale facendo “scattare” sull’attenti i militari presenti e verso i cielo gli innumerevoli labari delle associazioni, è stato il violino di Aleksander Qyteza. Dopo di lui, il sindaco Alessandra Azzini ha ricordato alcuni momenti del periodo in cui il Covid si è abbattuto con ferocia contro questa comunità, ha ringraziato Giorgio e Roberto, le forze dell’ordine, i dipendenti comunali e tutte le associazioni che si sono impegnate durante il lockdown a favore della comunità e sono presenti anche nella fase di ripresa, così come la Fondazione Giroldi-Forcella l’istituto Cremonesini e la Cooperativa Gabbiano e di Bessimo. Le note del silenzio sono state intonate da Stefano Bonvini uno degli ottoni del Corpo bandistico Vatrini e su queste note è stato lasciato scivolare il tricolore presente sul monumento in marmo portando agli occhi di tutti la dedica pensata da monsignor Federico Pellegrini. “De profundis clamavit ad te, Domine” dal salmo 129 a cui si aggiunge la dedica del monumento “Sororibus et fratibus mortuus a pestilentia magna – Pontevici populus posuit – A.D. MMXX” (Alle sorelle e ai fratelli che sono morti a causa della grande epidemia – Il popolo di Pontevico qui ha posto). A rendere tutto ancor più toccante una interpretazione in polifonia del brano “Signore delle Cime” da parte della Corale Santa Cecilia diretta dal maestro Claudio Severgnini.

 

L’articolo completo con il reportage fotografico sul numero del ManerbioWeek in edicola venerdì 28 agosto.

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