Cronaca
Operazione della finanza

Imprenditore 45enne di Chiari arrestato per evasione fiscale, usura ed estorsione

Sequestrati beni per 27 milioni di euro tra ville, auto, moto e orologi. Ricostruito un giro di fatture false per 40 milioni di euro.

Imprenditore 45enne di Chiari arrestato per evasione fiscale, usura ed estorsione
Cronaca Bassa, 15 Gennaio 2021 ore 08:37

Un imprenditore 45enne di Chiari è stato arrestato per evasione fiscale, usura ed estorsione.  I militari del Comando Provinciale di Bergamo della Guardia Finanza hanno arrestato quattro persone (tre in carcere e una ai domiciliari), ritenute i responsabili di un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati tributari, fallimentari, riciclaggio, usura ed estorsione. Il provvedimento, emesso dal gip presso il Tribunale di Bergamo Federica Gaudino, ha disposto anche il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 27 milioni di euro e il divieto di esercitare imprese o ricoprirne uffici direttivi per un quinto indagato. Ben 50 i finanzieri che hanno operato presso le abitazioni degli indagati nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Vicenza, Verona. Le attività investigative, avviate d’iniziativa nel corso del 2018 a seguito di una verifica fiscale, hanno permesso ricostruire una fitta rete di società, costituite e amministrate direttamente o a mezzo di prestanomi complici dei principali indagati, utilizzate per emettere fatture relative ad operazioni inesistenti per oltre 40 milioni di euro, in favore di numerose società compiacenti operanti nel Nord Italia, principalmente nel settore edile, della meccanica, del commercio di bancali in legno e pellet.

Dall’evasione all’usura

Un articolato meccanismo criminale creato per consentire un’evasione milionaria a vantaggio di numerosi imprenditori utilizzatori delle false fatture, ma che è servito anche per mascherare la restituzione di capitali concessi in prestito a tassi usurari dagli indagati ad aziende in difficoltà. In carcere a Bergamo un quarantacinquenne originario di Chiari e residente nel bresciano, un quarantacinquenne di Calcinate residente a Telgate e un cinquantasettenne di Bergamo residente a Scansorosciate. Un trentenne originario di Monza e residente nel cremonese è invece finito agli arresti domiciliari.

Un altro bresciano nell’inchiesta

Raggiunto dalla misura dell’interdizione per un anno ad esercitare attività d’impresa un sessantottenne originario e residente nel bresciano. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati beni e valori quantificati ad oggi in oltre 7,5 milioni di euro. Si tratta di diversi immobili, tra cui quattro ville, alcune in località turistiche marine e montane, depositi, magazzini e fabbricati industriali ma anche terreni, diverse autovetture e moto, gioielli, orologi, quote societarie, denaro contante e disponibilità bancarie e postali. Gli elementi complessivamente raccolti nel corso delle indagini hanno consentito di denunciare 22 persone coinvolte, a vario titolo, nell’illecito sistema scoperto dalle Fiamme Gialle, sequestrare beni e disponibilità finanziarie per complessivi 12 milioni di euro, elevare contestazioni fiscali per oltre 19 milioni di euro e quantificare ulteriori operazioni imponibili per oltre 42 milioni di euro.

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