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Il Tar annulla l'ordinanza del sindaco sull'asilo

I giudici del Tribunale amministrativo hanno parzialmente accolto il ricorso della fondazione La Vittoria.

Il Tar annulla l'ordinanza del sindaco sull'asilo
Cronaca Sebino e Franciacorta, 27 Maggio 2021 ore 16:07

Un mese dopo l’udienza in camera di Consiglio del 28 aprile, è arrivata la sentenza del Tar di Brescia sulla controversia che contrappone la fondazione La Vittoria e il Comune di Adro. I giudici del Tribunale Amministrativo hanno accolto in parte il ricorso presentato dall’asilo, annullando l’ordinanza del sindaco del 31 agosto. L’Amministrazione è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di giudizio (2.500 euro a favore della storica fondazione adrense) e ad accollarsi anche il compenso dovuto al ctu. Non tutte le richieste avanzate dalla fondazione sono state però accolte dal Collegio, che ha respinto la domanda di risarcimento.

Il Tar annulla l'ordinanza

Alla base dell'illegittimità del provvedimento c'è il nodo della vulnerabilità sismica. In particolare i giudici del Tar hanno rilevato che "dalla documentazione agli atti non risulta che, nel corso della trattativa, protrattasi per mesi, fosse stata presa in qualche considerazione la vulnerabilità sismica dell’edificio, quanto invece una serie di questioni di carattere amministrativo e finanziario, tra cui cruciale era la richiesta del Comune che la fondazione La Vittoria assumesse a tempo indeterminato il personale dipendente de La corte delle Farfalle, società privata che si occupava della gestione di asili nido". Insomma, solo dopo che la convenzione tra Comune e fondazione è naufragata, si è svolto un sopralluogo nella sede di via Castello e l’ingegnere incaricato dal Comune di Adro ha confermato la non conformità dell'immobile alla normativa sismica.

Ricorso parzialmente accolto

La fondazione ha denunciato una sospetta concomitanza tra l’ordinanza e il mancato trasferimento della scuola materna nella nuova struttura comunale, come se si trattasse di un "pretesto volto a punire la ricorrente per non avere accettato le condizioni poste dal Comune, con evidente sviamento funzionale dalla causa". La Vittoria ha chiesto anche un risarcimento del danno subito per il calo di iscrizioni generato "dall’incertezza sull’avvio dell’anno scolastico provocato unicamente dal Comune". Il Collegio giudicante ha portato l’attenzione innanzitutto sul provvedimento impugnato. "Se l’obiettivo raggiunto dal Comune di Adro è assolutamente limpido, e cioè estromettere con la massima celerità possibile la fondazione dall’edificio di via Castello 12, assai più arduo è individuare con altrettanta chiarezza sia il potere esercitato a tal fine, sia le effettive ragioni che stanno a fondamento di tale scelta". L’ordinanza non indica infatti le fonti normative e per il Tar non si capisce se alla base ci sia una concreta situazione di pericolo o il fatto che la clausola di rinnovo tacito prevista nella convenzione sia ritenuta nulla. Sul nodo della vulnerabilità sismica i giudici chiariscono che non vi era "una situazione di rischio che richiedesse l’immediata chiusura dell’edificio, né l’Amministrazione ha verificato se non fosse possibile conservarlo nella sua funzione mentre veniva avviato un programma di interventi di recupero". Di conseguenza, la sentenza del Tar annulla l’ordinanza del sindaco; respinta però la domanda risarcitoria avanzata dalla Vittoria perché "sfornita di qualsiasi prova".

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