Garda

Il sindaco di Padenghe insorge: «Padenghe non è così, e non è così neppure il Garda»

Il primo cittadino Albino Zuliani interviene a proposito della festa di capodanno nel resort padenghino

Il sindaco di Padenghe insorge: «Padenghe non è così, e non è così neppure il Garda»
Cronaca Garda, 06 Gennaio 2021 ore 10:31

Il sindaco di Padenghe insorge: «Padenghe non è così, e non è così neppure il Garda».

Intervento

Dopo la vicenda legata al resort di Padenghe, chiuso per 5 giorni a causa della festa organizzata per Capodanno, il primo cittadino di Padenghe ha voluto commentare quanto accaduto e soprattutto le critiche in merito al suo comune.

«L’episodio ha suscitato numerosi commenti, quasi tutti indignati ma non tutti ugualmente informati. Ho letto di “quelli di Padenghe” come categoria sociologica, di mancati controlli, di richieste di sequestro del locale, perfino di ombre di connivenza. Molte parole, troppe. Soprattutto quelle di chi non conosce i fatti e il loro contesto ma si sente in diritto/dovere di dire comunque la propria. Si sa, sui “social” siamo tutti esperti, tutti censori, tutti giudici. Ecco perché intervengo, a costo di sembrare banale, per sottolineare pochi dati di fatto: I controlli della Polizia Locale per verificare la messa in opera delle norme anti covid (registrazione accessi, verifica temperatura, distanziamento) sono iniziati il 30 dicembre; Il primo illecito è stato lo spostamento dei clienti dai loro Comuni. Per questo, sono stati tutti sanzionati con il massimo previsto di 400 euro; Accertata la violazione, la Polizia Locale ha adottato la sanzione massima che è possibile applicare senza l’autorizzazione del Prefetto, vale a dire la chiusura del locale per cinque giorni. L’autorizzazione è stata subito richiesta, sono in attesa della risposta. Che altro dire per condannare senza riserve l’episodio? Che oltre all’osservanza delle norme è mancato il senso della misura, dell’opportunità, del rispetto per le situazioni analoghe dove pure si è saputo rinunciare alla festa. Che disturbano l’esibizione dell’impunità, la rinuncia a far valere le regole “con quello che pagano”. Con quello che abbiamo già pagato e stiamo tutti pagando in termini di lutti e sacrifici, verrebbe da dire, vorremmo vederle applicate anche senza la minaccia della sanzione. Ma c’è un’ultima cosa che voglio dire. Padenghe non è così, e non è così neppure il Garda, dove il mio comune peraltro non spicca per mondanità. Padenghe merita di essere conosciuta per il suo castello, la sua passeggiata a lago, il suo entroterra, per la sua gente che durante i mesi più bui ha dato una prova straordinaria di solidarietà».

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