Arte e memoria

Il pittore Brescianini da Rovato dona un'opera all'Asst Spedali Civili

Il quadro è dedicato al dolore della pandemia di Covid-19, e in particolare all'ultimo viaggio, senza ritorno.

Il pittore Brescianini da Rovato dona un'opera all'Asst Spedali Civili
Cronaca Sebino e Franciacorta, 23 Giugno 2021 ore 16:01

La pandemia ha lasciato un segno profondo nel nostro territorio. E chi meglio di un artista bresciano può raccontare e fissare su tela i sentimenti provati durante la prima feroce ondata della pandemia di Covid-19? Il pittore rovatese Franco Brescianini, detto Brescianini da Rovato, ha deciso di donare la sua opera all'Asst Spedali Civili, attraverso il dottor Lucio Mastromatteo, che è stato direttore generale dal 1998 al 2008.

Il pittore Brescianini da Rovato dona un'opera all'Asst

“Da febbraio ad aprile 2020 abbiamo vissuto uno dei periodi maggiormente difficili dal Dopoguerra - ha sottolineato l'artista rovatese - Si sentivano, giorno e notte, come una malinconica e ripetitiva litania, solo sirene di ambulanze. In questo clima, certo non facile, ho accolto lo sfogo accorato di colui che per me, più che uno stimato sanitario è un carissimo amico, il quale, affranto, mi riportava la notizia della terapia intensiva satura e del dramma quotidianamente vissuto in quella che mi arrivava come una trincea". Il sanitario cui si riferisce Brescianini è proprio il dottor Mastromatteo, rimasto indissolubilmente legato all'azienda sanitaria bresciana. In questo contesto è maturata la decisione del pittore di lasciare una sua "piccola testimonianza del dramma comune che rendeva tutti fragili, avvinti dalla paura, stremati".

Un ultimo viaggio, senza ritorno

Un ultimo viaggio, senza ritorno. Questo il titolo che il pittore ha scelto per la sua opera. "Vedendo i maggiori telegiornali italiani ed esteri dedicare servizi continui alle bare che sfilavano, mute, ordinate, accompagnate dall’Esercito, venivo pervaso da una angoscia che mi spaccava il cuore: il pensiero non riusciva ad andare altrove se non alle migliaia di famiglie disperate che vedevano portar via i propri cari, sapendo non solo di non vederli più, ma nemmeno di aver potuto dar loro il conforto dell’ultimo saluto, di un ultimo abbraccio, di un bacio o una carezza", ha spiegato Brescianini.  Il quadro rappresenta dunque l’inquietudine, la rabbia, la solitudine, la disperazione dei famigliari delle troppe vittime, ma anche "la battaglia del personale sanitario, combattuta a mani nude e con la mascherina sul volto" e si pone come "un ultimo omaggio, racchiuso in un sudario doloroso ma colmo di dignità, per ricordare le vittime di questa Peste moderna".

Dono accolto con riconoscenza

L'opera di Franco Brescianini, come lui stesso ha evidenziato, è schietta, senza veli, dura, forse addirittura "troppo dura per chi è abituato a vedere nelle raffigurazioni di un artista solo la bellezza". L'intento del pittore è però proprio quello di esprimere quel dolore che lui stesso percepiva mentre dipingeva, al fine di scuotere l'osservatore, spingendolo a non dimenticare. "Al dottor Mastromatteo va il nostro ringraziamento per aver fatto da tramite con Brescianini, e per aver, nuovamente, messo al servizio della Asst il suo impegno e la sua sensibilità – ha sottolinea il direttore generale Massimo Lombardo - È con viva riconoscenza che accettiamo il dono del pittore Brescianini, testimone attento e lucido di un momento storico che ha lasciato un segno profondo nella comunità: il suo sguardo diventa la nostra memoria”.

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