cordoglio

Il paese saluta Fausto Mascarini, pioniere dell’arte tipografica

Classe 1959, fu anche guida dei Lions e impegnato in realtà solidali del territorio

Il paese saluta Fausto Mascarini, pioniere dell’arte tipografica

Il paese di Calcinato ha dato l’ultimo saluto a Fausto Mascarini, storico rappresentante del mondo dell’imprenditoria bresciana e del volontariato, pioniere dell’arte tipografica che grazie a lui ha conosciuto uno sviluppo senza precedenti. Mascarini, scomparso a 66 anni e le cui esequie si sono celebrate la scorsa settimana nella chiesa parrocchiale locale, aveva saputo trasformare la fatica in valore. Nonostante un percorso di vita non sempre facile, era riuscito a costruire realtà solide nel mondo della comunicazione diventando un punto di riferimento per le più prestigiose case editrici della Lombardia.

L’eredità culturale e professionale raccolta dalla figlia

Il suo nome resterà legato alla carta stampata, a quei libri che hanno preso vita sotto il suo sguardo attento, un’eredità e un’arte trasmesse con amore alla giovane figlia Giulia, che oggi raccoglie il testimone di una tradizione nobile, traghettata in tempi di grandi trasformazioni e di nuove sfide all’orizzonte. Al suo fianco, pilastro discreto e costante di ogni successo e di ogni sfida, c’era sempre l’adorata moglie Lorella, altra figura di indiscusso rilievo. La carezza del silenzio fatto bene.

Una persona straordinaria, cosi lo descrive chi l’ha conosciuto

Ciò che rendeva Fausto Mascarini una persona straordinaria, ricordano molti degli amici, non era solo la sua capacità professionale, ma anche la sua immensa umanità. Fausto apparteneva infatti a quella rara categoria di persone che crede nel “fare” senza il bisogno di “apparire”. Il suo sostegno è stato fondamentale per numerose realtà del territorio a partire dai Lions del Distretto 108ib2 che hanno trovato in lui una guida silenziosa e generosa, mai sopra le righe, mai una parola fuori posto, passando per il gruppo Sant’Anna di Calcinato, a cui era profondamente legato e ancora l’Abe (Associazione Bambino Emopatico) di Brescia, sostenuta con la delicatezza di chi sa quanto sia prezioso ogni piccolo gesto di solidarietà. «Fausto non si è mai tirato indietro di fronte alla richiesta di aiuto di un collega o di un vicino di casa. La sua era una generosità d’altri tempi, fatta di ascolto, disponibilità e di quel sorriso di chi sa che la vera grandezza risiede nell’umiltà. Calcinato e Brescia – afferma un amico di sempre, Massimiliano Bocchio, che lo piange insieme ai molti che lo hanno conosciuto – perdono un uomo che ha stampato pagine bellissime non solo sui libri, ma soprattutto nel cuore di chi lo ha conosciuto”.