Menu
Cerca
WWF Lombardia

Il lockdown non ferma il bracconaggio: 32 denunciati nel 2020

L’ultimo denunciato è un cacciatore che aveva ucciso una tottavilla e un migliarino di palude (entrambe specie particolarmente protette) nelle campagne di Leno

Il lockdown non ferma il bracconaggio: 32 denunciati nel 2020
Cronaca Brescia, 06 Gennaio 2021 ore 15:00

Il lockdown non ferma il bracconaggio: 32 denunciati nel 2020.

Denunce

Finito l’anno è tempo di bilanci per le Guardie Venatorie WWF Nucleo Lombardia: 30 i cacciatori denunciati nel 2020 e 2 le persone prive di licenza (entrambi cacciatori nel passato) trovate in attività di caccia, che dovranno rispondere dei più gravi reati di porto abusivo d’arma, furto e tentato furto ai danni dello Stato. In un caso la persona priva di licenza sparava, nel Comune di Mazzano, dalla finestra di una villetta con un fucile ad aria compressa munito di silenziatore, ma veniva scoperto dalle Guardie WWF poiché utilizzava un richiamo acustico acceso a tutto volume. Per quanto riguarda i reati prettamente venatori, il più frequentemente contestato è l’uso di richiami acustici (20 richiami sequestrati), a seguire l’abbattimento di specie protette e particolarmente protette. L’attività è stata svolta in coordinamento con Polizia Provinciale e i Carabinieri Nucleo Tutela Forestale ed ha portato al sequestro di 28 fucili. Ad eccezione di due cacciatori denunciati in Provincia di Pavia (un bresciano e un bergamasco) tutti gli altri illeciti sono stati riscontrati in Provincia di Brescia. L’ultimo denunciato del 2020 è un cacciatore che aveva ucciso, il 30 dicembre, una tottavilla e un migliarino di palude (entrambe specie particolarmente protette) nelle campagne di Leno.

Zona rossa

I recenti provvedimenti della Regione Lombardia hanno concesso ai cacciatori di muoversi nelle giornate indicate come arancioni, anche al di fuori del proprio Comune e in qualsiasi ATC di iscrizione della regione, a fronte dei divieti imposti ai restanti cittadini.

L’attività di vigilanza ha permesso di verificare che anche nelle “giornate rosse” erano frequenti spari e domenica 3 gennaio 2021 nel Comune di Comezzano-Cizzago è stata individuata una vettura in aperta campagna al cui interno era stato lasciato incustodito un fucile semiautomatico. Il cacciatore rintracciato successivamente all’interno di un capanno ha tentato dapprima di scappare in macchina, ma rimanendo impantanato ha continuato la fuga a piedi, e per finire ha gettato il fucile in un fosso. Solo l’arrivo dei Carabinieri di Trenzano ha permesso di fermarlo e soprattutto di recuperare l’arma; a carico del cacciatore una denuncia per omessa custodia del fucile e le probabili conseguenze sulla concessione della Licenza di porto d’arma.

“Anche il bilancio del 2020 dimostra che il bracconaggio in Lombardia prospera e forse cresce – osserva Antonio Delle Monache Coordinatore Guardie WWF Lombardia  – Se si considera che è il risultato di un “pugno” di Guardie Volontarie a fronte di un esercito di cacciatori. I controlli sono pochi, nonostante l’impegno dei Carabinieri Forestali e delle Polizie Provinciali, queste ultime laddove ancora hanno i numeri per poter lavorare. Soprattutto il bilancio (106 denunciati) del Campo Pettirosso svolto dal Nucleo SOARDA dei Carabinieri e dalle locali Stazioni evidenzia che il blackspot del bracconaggio in Provincia di Brescia non è ancora stato scalfito da tanti anni di impegno da parte dello Stato e delle Associazioni ambientaliste”.

“Ci sono poi intere aree della Regione in cui la vigilanza è quasi scomparsa – aggiunge Filippo Bamberghi Coordinatore del Nucleo WWF di Milano – Basti pensare al milanese dove la Polizia Provinciale poteva contare prima delle riforme delle province su ben quattro uffici distaccati sulla Provincia. Adesso gli Agenti sono ridotti all’osso e sul territorio i controlli sono inesistenti. Il 2020 verrà ricordato anche per la modifica alla Legge Regionale che ha imposto alle Guardie Volontarie di indossare indumenti ad alta visibilità. Norma unica al mondo, spacciata per essere una tutela all’incolumità degli agenti ma in realtà creata per mettere in difficoltà l’attività antibracconaggio. Avevamo definito la modifica un tentativo smaccato e anche puerile di accontentare le frange estremiste del mondo venatorio ma anche con il cappello fluorescente i cacciatori denunciati sono stati numerosi. La collaborazione con il mondo venatorio è sempre aperta: molti cacciatori collaborano con le Guardie WWF, sono stanchi dei comportamenti scorretti, dell’uso di mezzi vietati e dell’uccisione indiscriminata di piccoli uccelli protetti. Parliamo di rapporti consolidati negli anni e dei tanti che chiamano il nostro numero antibracconaggio, mentre alcune Associazioni Venatorie, soprattutto quest’anno, sono state più impegnate ad attaccare la legittima attività di vigilanza degli organi preposti che a condannare il bracconaggio ”.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Necrologie
Idee & Consigli