Elezioni

Il confronto tra gli aspiranti sindaci perde 4 candidati

Al dibattito promosso da Rovato del Fare non si sono presentati Maurizio Festa, Alberto Piva, Valentina Remonato e Renato Bonassi. Sul palco solo Tiziano Belotti e Roberto Manenti.

Il confronto tra gli aspiranti sindaci perde 4 candidati
Sebino e Franciacorta, 13 Settembre 2020 ore 09:22

Avrebbe potuto essere un’occasione per conoscere meglio il punto di vista degli aspiranti sindaci di Rovato su alcuni temi di attualità e interesse. Sul palco, infatti, insieme agli “sfidanti” alle prossime elezioni amministrative in programma il 20 e 21 settembre, era prevista la presenza di quattro giornalisti in rappresentanza di altrettante testate locali. Purtroppo, però, le troppe defezioni dell’ultima ora hanno trasformato un momento di confronto democratico in uno “show” per gli unici due candidati che si sono presentati sabato 12 settembre al dibattito promosso da Rovato del Fare: Tiziano Belotti, primo cittadino uscente, e Roberto Manenti, attuale presidente del Consiglio.

Il confronto tra gli aspiranti sindaci perde i pezzi

Sei, no cinque, no tre, anzi, due. La prospettiva di vedere tutti insieme sul palco i sei protagonisti della campagna elettorale a Rovato (Tiziano Belotti per Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e civica Belotti sindaco; Valentina Remonato per Rovato Vale, La civica e Rovato 2020; Renato Bonassi per Rovato Futura, RovatoW e Rovato e Frazioni Insieme; Alberto Piva per Rovato Capitale; Maurizio Festa per la Liga; Roberto Manenti per la civica appoggiata da Grande Nord) è sfumata nel pomeriggio di sabato 12 settembre, a poche ore dal dibattito fissato alle 18 sul palco allestito al Foro Boario. Troppo tardi per Alberto Cicolari di Rovato del Fare per annullare un evento già annunciato e pubblicizzato. Nonostante il numero elevato di defezioni, quindi, l’iniziativa si è svolta comunque. E, paradossalmente, i giornalisti presenti alla tavola rotonda erano più dei candidati da intervistare. “Mi dispiace, Festa aveva fatto sapere con anticipo che non avrebbe partecipato ma contavamo sulla presenza degli altri. Io ho cercato di fare il meglio possibile sotto l’aspetto organizzativo, anche in termini di sicurezza: rileviamo la temperatura, abbiamo mascherine per chiunque, controlliamo la distanza. Più di così non possiamo fare. Lo dico perché una delle motivazioni addotta da un paio di candidati è che non ritenevano professionale la mia organizzazione. Sono amareggiato, la mia speranza era creare un’unione tra i candidati, avrei voluto che formassero un gruppo Whatsapp affinché, una volta vinte le elezioni, i perdenti avrebbero potuto collaborare”, ha commentato Cicolari.

Belotti e Manenti show

Nonostante le defezioni di Piva, Remonato e Bonassi, dunque, che si sono aggiunte al forfait da tempo annunciato da Festa (con la motivazione che preferiva “rivolgere gli sforzi a spiegare al meglio ai cittadini come vorremmo agire e cosa c’è che non va a Rovato, questioni che all’interno di una domanda non possono essere affrontate”) il dibattito si è svolto comunque. I quattro giornalisti presenti, ossia Mauro Ferrari, Benedetta Mora, Daniele Piacentini e Stefania Vezzoli, si sono attenuti al programma concordato prima dell’incontro e hanno rivolto le domande agli unici due candidati sindaci presenti, appunto Belotti e Manenti, che hanno espresso i loro punti di vista su diverse tematiche (cinema Corso, scuola, Concert hall Franciacorta, caserma Guardia di finanza, sanità pubblica post-pandemia, ipotesi di una pedonalizzazione di piazza Cavour, rapporti con Cogeme, Lgh e A2a, rilancio del commercio e del turismo e altri argomenti) ma hanno anche approfittato dell’occasione per sferrare duri attacchi agli avversari assenti. “Se hanno paura di un confronto come questo è meglio che si ritirino dalla competizione elettorale – ha tuonato Tiziano Belotti – Non è così che si affrontano le sfide. Era un momento in cui i candidati venivano a esporre il loro pensiero. Il fatto che la sinistra manchi mi fa rimpiangere Angelo Bergomi: anche se spesso non eravamo d’accordo, lui non si è mai sottratto al confronto. Ci vuole rispetto per fare il sindaco, se dici che vieni, devi venire. Non sono venuti perché sono dei Quaraquaquà”. Anche Manenti ha contestato le defezioni: “Ci troveremo comunque in Consiglio comunale, non ci deve essere astio. Uno ha un’idea, uno ne ha un’altra, ognuno esprime il proprio pensiero e il popolo decide. Cinque anni sono lunghi per dare un paese in mano a qualcuno che è inaffidabile”.

I forfait

Mentre Maurizio Festa aveva annunciato in anticipo la decisione di non partecipare, riconducendola a motivazioni sostanzialmente strategiche, le altre assenze sono emerse alla vigilia dell’incontro. All’origine delle defezioni alcuni problemi nell’organizzazione dell’evento, legati sia al rispetto dei protocolli anti Covid (si lamentava che non fossero state stabilite regole chiare sull’utilizzo dei microfoni e sulle distanze tra candidati e giornalisti), sia più in generale alle modalità in cui il dibattito è stato promosso (l’evento sarebbe stato annunciato e pubblicizzato prima di avere la conferma della presenza di alcuni candidati). A innescare i forfait, insomma, sarebbero stati i dubbi sulla serietà dell’organizzazione e sulle garanzie in termini di imparzialità e sicurezza, e non, come sostenuto da Belotti e Manenti, la volontà di sottrarsi a un confronto democratico.

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