Lo storico Bar Roma cambia gestione, è la fine di un’era.
La storia
Dopo oltre quattro decenni di attività il locale non sarà più portato avanti dalla famiglia Comincini, così il sindaco Giancarlo Comincini ha voluto ripercorrere la storia di uno dei luoghi più conosciuti e frequentati di Pompiano.
Il primo ottobre 1985 iniziava l’avventura di Giancarlo e dell’amata moglie Valeria al Bar Roma.
Ma per capire il bar Roma bisogna andare molto indietro nel tempo, da dove nasce questa storia? «Nasce ancora prima del bar come lo conosciamo oggi. Mio nonno Carlo Comincini gestiva l’Albergo Roma, all’interno di un antico complesso benedettino che si trovava proprio in quel cortile. Era una persona conosciuta anche per la sua abilità nella preparazione dei banchetti: nel 1921 «Il Cittadino di Brescia» lo citò proprio per questo. La tradizione di famiglia è poi proseguita con mia madre, che ha portato avanti l’attività fino agli anni Ottanta. Dal 1980 al 1985 fu mia sorella Teresa a gestire il bar e, il primo ottobre 1985 subentrammo io e Valeria – ha raccontato ripesacando quegli anni nei ricordi – Per lungo tempo il bar è stato inserito in un condominio, ma prima ancora faceva parte di quel complesso benedettino molto antico. Nel 1974 il cortile venne demolito e nacque il Bar Roma. Possiamo dire che l’attività ha accompagnato la trasformazione stessa di quella parte di Pompiano, conservando però una forte continuità con il passato.
Ricordi
Dal lontano 1985 la figura della moglia di Comincini Valeria è stata fondamentale nella vita del locale: «Abbiamo iniziato questa esperienza poco prima di sposarci e l’abbiamo portata avanti insieme per tanti anni. Ci ha aiutato mia sorella Maddalena Carla, che per oltre venticinque anni ha aperto la serranda, puntuale alle 5.30, ogni giorno. Valeria ha rappresentato una parte importantissima della storia del Bar Roma e il suo ricordo è ancora vivo in tutte le persone che l’hanno conosciuta. È scomparsa nel 2023, ma credo che chi è passato da questo bar abbia conservato di lei un ricordo bellissimo, fatto di disponibilità, umanità e presenza. Anche nel lavoro, come in ogni altro aspetto della sua vita, ha sempre messo un amore e una dedizione davvero unici. Il Bar Roma per Pompiano à stato soprattutto un luogo di incontro e di socialità. Abbiamo visto passare generazioni intere: persone che venivano da bambini e sono tornate da adulti, famiglie, amici, anziani e giovani. Abbiamo sempre avuto tre giornali a disposizione e, dagli albori, abbiamo sposato l’idea di aderire a una pay-TV per garantire a chiunque di godersi i migliori eventi sportivi. Il bar era uno spazio dove fermarsi, parlare, incontrarsi. In questo senso, penso abbia avuto un ruolo che andava ben oltre quello di una semplice attività commerciale. Anche la riscoperta di prodotti legati alla storia locale, come la FerroChina di Felice Bisleri, alla quale abbiamo dedicato attenzione anche attraverso una pubblicazione conclusa nel 2023, appartiene a questa idea di memoria e comunità.
Oggi il Bar Roma cambia gestione. Qual è il sentimento con cui lasciate questo pezzo di storia e cosa volete dire a chi vi è stato vicino?
C’è sicuramente emozione. Il 1° ottobre abbiamo voluto salutare questo lungo percorso insieme ad amici e clienti: eravamo circa una quarantina e abbiamo festeggiato con uno spiedo, ottimamente cucinato dall’amico Palmiro Gozzini, accompagnati dalla Compagnia del Brisculì, che si è anche attivata per farmi dono di una bellissima targa su cui è scritto “con affetto, per quarantun anni dedicati a noi”. È stato un modo per ringraziare tutti quelli che hanno condiviso con noi una parte di questi quattro decenni. Il Bar Roma non è stato soltanto il nostro lavoro: è stato parte integrante della nostra vita. Ma oggi lo lasciamo con serenità, perché sappiamo di affidarlo a buone mani. E forse è proprio questo il modo migliore per chiudere un capitolo: con gratitudine per ciò che è stato e fiducia per ciò che verrà. Grazie in particolare a mia sorella Carla, e alle mie figlie Cristiana e Francesca.