Giovedì 23 ottobre, presso l’Idroscalo dell’Aeronautica Militare di Desenzano del Garda, si è tenuta la cerimonia per il 91° anniversario del record di velocità stabilito dal Maresciallo Francesco Agello a bordo dell’idrocorsa Macchi-Castoldi MC.72, che nel 1934 raggiunse la media di 709,209 km/h, primato tuttora imbattuto nella categoria idrovolanti a pistoni. L’evento, promosso in collaborazione con il Comune di Desenzano del Garda, l’Associazione Arma Aeronautica e il Comitato Idroscalo, è stato presieduto dal colonnello Gianmarco Di Loreto, comandante del 6° Stormo, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della provincia di Brescia. Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno assistito alla proiezione del docufilm «Ali sull’Acqua – Storia di un record» di Gabriele Donati, presentato recentemente al Vittoriale degli Italiani. La proiezione si è svolta negli hangar dell’Idroscalo, dove è esposta una riproduzione in scala reale (1:1) del leggendario MC.72, insieme a documenti e materiali d’epoca.
Le parole del comandante del 6° Stormo, col. Gianmarco Di Loreto
Nel suo intervento conclusivo, il col. Di Loreto ha ricordato le gesta e il sacrificio del Maresciallo Agello e di tutti gli uomini del Reparto Alta Velocità: «Il 23 ottobre del 1934, con il suo volo record che tutt’oggi rimane imbattuto per la categoria idrovolanti a pistoni, il Maresciallo Francesco Agello coronava uno sforzo collettivo, una prova di forza di volontà e abnegazione che aveva visto impegnati per circa un decennio
l’intero Reparto Alta Velocità, i tecnici, gli ingegneri e i progettisti delle ditte aeronautiche. Uno sforzo corale – sotto la guida del colonnello Bernasconi – attraverso difficoltà, momenti felici e momenti difficili: tutti segnati da enormi sacrifici – e continuando, ha aggiunto – Il monumento che fa bella mostra di sé, qui vicino al pennone dannunziano, ci ricorda esattamente i sacrifici citati dal Colonnello, che hanno trovato la loro massima espressione in coloro che hanno dato la vita per il progresso tecnologico del mezzo “aereo” e, a breve e grazie a uomini come Agello, mezzo “aerospaziale”. Nomi che riecheggiano nella toponomastica di Desenzano, ad ulteriore conferma della profonda comunione di intenti che unisce tuttora il personale dell’Aeronautica ai cittadini del comune. Monti, Motta e Dal Molin – solo per citare i più famosi – rappresentano figure indelebili di aviatori, di professionisti, di italiani. L’Aeronautica continua a guardare a questi pionieri come ai custodi delle tradizioni e degli ideali che ispirano il personale in azzurro a cimentarsi in nuove e sempre più ardue imprese. Imprese che, sebbene improntate a tecnologie e a domini – come quello dello Spazio – di gran lunga più complessi di 91 anni fa, continuano ad essere appannaggio dell’ingegno, del coraggio e del desiderio dell’essere umano di conoscere e dominare ciò che è ancora inesplorato».