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OMICIDIO

“Ho violentato e ucciso Sharon”, ha confessato l’ex compagno della mamma

Davanti al magistrato Garbriel Robert Marincat, 25enne di Lentate, ha ammesso le proprie responsabilità.

“Ho violentato e ucciso Sharon”, ha confessato l’ex compagno della mamma
Cronaca Brescia, 19 Maggio 2021 ore 11:09

“Ho violentato e ucciso Sharon“. Ha confessato Gabriel Robert Marincat, il 25enne di Lentate accusato dell’omicidio di Sharon Barni, la bimba di 18 mesi morta nel gennaio scorso dopo un pomeriggio di botte e violenze subite dall’ex compagno della mamma che si sarebbe dovuto prendere cura di lei nell’appartamento di Cabiate in cui vivevano.

La scusa della stufetta, poi l’arresto

Negli istanti immediatamente successivi alla tragedia e fino a ieri, Marincat ha sempre sostenuto che la morte della piccola era stata causata da un incidente domestico, ovvero che giocando la bimba si sarebbe tirata una stufetta elettrica in testa. Una tesi smentita dall’esame autoptico effettuato sul corpo della piccola, che ha rivelato la violenza sessuale e le percosse. Da lì sono scattate le manette e il 25enne è stato tradotto in carcere con l’accusa di morte come conseguenza di maltrattamenti in famiglia.

La confessione dell’omicidio

Una contestazione che nei giorni scorsi è stata modificata in omicidio volontario aggravato dalla violenza sessuale ai danni di una bambina. Ma Marincat ha sempre sostenuto la sua versione iniziale, ovvero quella del tragico incidente. Fino a ieri, martedì 18 maggio 2021. Come riferisce l’Ansa, infatti, di fronte al pm Antonia Pavan, ha ammesso le sue responsabilità: “Sì, ho abusato di lei e poi l’ho picchiata fino ad ucciderla”. Una confessione scioccante, giunta durante l’interrogatorio in carcere. Ora la Procura intende chiedere il giudizio immediato per il giovane.

Martedì scorso i funerali della piccola

Una confessione che è arrivata esattamente a una settimana di distanza dai funerali della piccola, celebrati nella chiesa di Cabiate. Una cerimonia toccante, tra lacrime e palloncini bianchi, durante la quale mamma Silvia ha dedicato un’intensa lettera al suo angioletto, strappato alla vita da una persona di cui si fidava.

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