Fiamme Gialle

Guardia di Finanza: scoperti 63 lavoratori in nero e 53 irregolari, sanzioni fino a 300mila euro

I controlli in questione sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle nel bimestre agosto-settembre, sono stati 86 in tutto gli interventi eseguiti nelle principali località turistiche della provincia

Guardia di Finanza: scoperti 63 lavoratori in nero e 53 irregolari, sanzioni fino a 300mila euro
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Guardia di Finanza: scoperti 63 lavoratori in nero e 53 irregolari, sanzioni fino a 300mila euro.

I controlli nel bimestre agosto-settembre

I controlli in questione sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle nel bimestre agosto-settembre, sono stati 86 in tutto gli interventi eseguiti nelle principali località turistiche della provincia: la riviera del Garda,  il Sebino, l’Ovest bresciano, la Valle Camonica e la Valle Trompia, oltre al capoluogo e al suo hinterland. In prima linea in questo senso sono stati il gruppo di Brescia e le compagnie di Breno, Desenzano del Garda e Rovato e delle tenenze di Salò e Gardone Valtrompia.

Nel mirino della Guardia di Finanza

Ad essere prese di mira da parte della Guardia di Finanza le imprese della ristorazione e della somministrazione di alimenti e bevande,  le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, i campeggi e quelle esercenti attività di servizi alla persona. Anche in questa seconda fase, la selezione degli obiettivi è stata guidata da specifici indici di rischio elaborati anche attraverso il costante pattugliamento della rete internet e dei social network. Il monitoraggio dell’offerta pubblicizzata tramite i canali digitali permette infatti di individuare tempestivamente i disallineamenti tra i servizi effettivamente promossi on-line – in termini di capacità ricettiva, periodi di apertura e prestazioni – e le risultanze delle banche dati istituzionali, indirizzando l’azione verso i target a maggiore pericolosità fiscale e contributiva.

Contrasto al lavoro sommerso

Numerosi sono stati i casi di lavoro sommerso scovati: in particolare sono stati individuati 63 lavoratori in nero e 53 lavoratori irregolari: tra questi ultimi, in particolare,  lavoratori assunti part-time ma impiegati a tempo pieno, retribuiti con metodi non tracciabili o sottoinquadrati rispetto alle mansioni previste dai rispettivi contratti.

In particolare nei confronti di 16 imprese è stata riscontrata una percentuale di manodopera in nero superiore ai militi di legge, per tale motivo è stata richiesta la sospensione dell’attività imprenditoriale: ad essere individuati 22 dipendenti nei cui confronti è stata riscontrata la corresponsione della retribuzione in contanti, in violazione degli obblighi di tracciabilità introdotti dalla legge n. 205 del 2017. In un locale di intrattenimento sono stati poi trovati 11 lavoratori senza contratto impiegati come baristi, ballerine e camerieri.   Il locale è risultato inoltre privo del Documento di Valutazione dei Rischi, registrate inoltre violazioni nell’ambito della prevenzione incendi.

Le Fiamme Gialle nel corso di un evento pubblico organizzato da un’attività ha rilevato alcune violazioni relativamente all’impiego di 10 lavoratori in nero e 2 irregolari. Il locale è stato trovato inoltre privo di Scia antincendio, non aveva inoltre richiesto l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di pubblico spettacolo.

Altri 9 lavoratori in nero e 1 soggetto regolarmente assunto ma con retribuzione in contanti sono stati scoperti all’interno di un’associazione culturale e ricreativa: il controllo ha visto in prima linea le Fiamme Gialle, la Siae e la Polizia Locale. Sono stati poi scoperti 2 soggetti in nero facebti parte di un’altra impresa e 6 soggetti che operavano per altri.

Sono stati poi eseguiti 477 controlli in materia di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, dei quali 122 sono risultati irregolari.

La tutela del comparto turistico e della leale concorrenza

Il bilancio dei controlli effettuati nel Bresciano ha comportato un intenso impegno da parte della Guardia di Finanza: ad essere attenzionate in particolare sono state le arre a più alta densità ricettiva del territorio, dal lago di Garda al Sebino sino alle Valli.

“Presidiare la correttezza del mercato in questo settore significa non solo contrastare le forme più gravi di evasione fiscale e di concorrenza sleale, spesso alimentate da sacche di sommerso da lavoro, ma significa anche tutelare i diritti dei lavoratori e garantire ai turisti standard di offerta sicuri e trasparenti – hanno precisato –  Proprio grazie a tale approccio, il costante impegno posto in essere durante l’intero arco della stagione, ha permesso di individuare complessivamente 129 lavoratori in nero, 81 lavoratori irregolari, con conseguente proposta di chiusura di 32 attività per violazioni di norme giuslavoristiche e di sicurezza, oltre che a 922 controlli strumentali di cui 219 con esito irregolare”.