incidente nautico

Greta e Umberto: la Corte d'Appello ha confermato le condanne per i due turisti tedeschi

Entrambi ritenuti responsabili di omicidio colposo

Greta e Umberto: la Corte d'Appello ha confermato le condanne per i due turisti tedeschi
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Greta e Umberto: la Corte d'Appello ha confermato le condanne per i due turisti tedeschi.

Greta e Umberto: oggi si è espressa la Corte d'Appello

Questa mattina (venerdì 19 gennaio 2024) la Corte d'Appello ha confermato totalmente la sentenza di prima grado. La sentenza è stata letta in aula nel tribunale di Brescia alla presenza dei due manager tedeschi Patrick Kassen e Christian Teismann e dei familiari delle vittime.

Confermata la sentenza di primo grado

La pena prevista per loro in primo grado è stata rispettivamente di quattro anni e sei mesi e due anni e undici mesi. Il 20 ottobre scorso ha preso il via il processo di secondo grado, il 28 novembre erano attese le repliche e la sentenza. Il tutto è stato rinviato a gennaio 2024 a causa dell’assenza di un giudice. Nel corso del processo di secondo grado per la morte di Greta Nedrotti (25 anni) e Umberto Garzarella (36 anni) deceduti la sera del 19 giugno 2021 travolti su un’imbarcazione in legno da un potente motoscafo nelle acque lacustri davanti a Salò, l’accusa aveva chiesto la conferma della sentenza impugnata.Quest’ultima risale al marzo 2022 e prevede per Patrick Kassen, che si trovava al timone del motoscafo, quattro anni e sei mesi  e per Christian Teismann il proprietario, due anni e undici mesi. Entrambi ritenuti responsabili di omicidio colposo. Nella seconda parte dell’udienza le difese hanno invece chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.

La legge sull'omicidio nautico

Nel frattempo è entrata in vigore mercoledì 25 ottobre 2023 la legge sull’omicidio nautico. Approvata dalla Camera il 20 settembre scorso, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre. Il 20 settembre 2023 sono stati accolti a Montecitorio dal presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana i familiari di Umberto: la mamma Camilla, la sorella Elena e il cognato Marco.

Con loro anche Tatiana Tassi Rossana Seccabiani le promotrici della raccolta firme per la legge di equiparazione dell’omicidio nautico a quello stradale; l’europarlamentare salodiana Stefania Zambelli e la deputata bresciana della Lega Simona Bordonali:

«Da questo momento, chi uccide o provoca lesioni ad altri violando le disposizioni della navigazione riceverà un trattamento equiparato a chi si macchia del reato di omicidio stradale – aveva dichiarato Zambelli – Un obbiettivo preso a cuore da me sin da subito e poi raggiunto grazie al lavoro ed alla determinazione dell’onorevole Bordonali. Avanti così».

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