La reazione delle famiglie

Greta e Umberto: cinque anni dopo l’incidente nautico è stata revocata la confisca del natante

Nel mese di luglio era stata inoltre lanciata una petizione su change.org dal titolo «Fermare il ritorno del Riva della tragedia sul lago di Garda», nel frattempo i genitori di Greta ricordano la figlia come "studentessa modello" un esempio per tanti giovani, a lei è dedicata una borsa di studio

Greta e Umberto: cinque anni dopo l’incidente nautico è stata revocata la confisca del natante
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A distanza di più di cinque anni dal tragico incidente nautico che costò la vita ai giovani  Greta Nedrotti  e  Umberto Garzarella , il motoscafo Riva che allora aveva a bordo  Patrick Kassen  e  Christian Teismann  potrà tornare a navigare con fari omologati. Sono state infatti depositate le motivazioni legate alla revoca della confisca.

La reazione delle famiglie di Greta e Umberto

«Abbiamo preso atto della decisione della Corte d’Appello e ne siamo dispiaciuti – hanno commentato i familiari di Umberto – Ci si augura che questa tragica vicenda possa servire come insegnamento per tutti coloro che si metteranno alla guida di un’imbarcazione, in modo che non si ripetano più drammi di questo genere».

Una decisione che i genitori di Greta,  Nadia Stagnoli  e  Raffaele Nedrotti  hanno definito «Assurda»:

«Sappiamo che si tratta di un motoscafo di valore, ma non capiamo questo loro accanimento nel rivolerlo a tutti i costi – hanno commentato – Ci auguriamo che non ritornino a navigare sulle acque del nostro lago».

Come si è arrivati alla revoca della confisca?

La decisione sul Riva lo scorso primo maggio era stata rinviata al 7 luglio dopo che la difesa di Teismann aveva presentato ricorso in Cassazione. La tragica vicenda dell’incidente nautico costato la vita a Greta e a Umberto il 19 giugno 2021 era tornata in Tribunale a Brescia giovedì 23 aprile, giorno del trentesimo compleanno di Greta.

Nel gennaio scorso la Corte d’Appello di Brescia aveva affidato al perito marittimo e ispettore per la sicurezza del diporto  Davide Zerbinati l’incarico di svolgere una nuova perizia sul motoscafo Riva di proprietà del cittadino tedesco Christian Teismann . La nuova perizia era stata disposta dopo che la Cassazione aveva chiesto alla Corte d’Appello di motivare in maniera più approfondita il mantenimento della confisca dell’imbarcazione coinvolta nell’incidente.

Era stato confermato il diritto delle parti offese (a farne richiesta i familiari di Greta) di partecipare al processo: la Corte aveva infatti rigettato l’istanza della difesa di Teismann, che ne chiedeva l’estromissione. In particolare, nelle memorie presentate in qualità di parti offese alla Corte d’Appello di Brescia da parte dei genitori di Greta, era stato chiesto al perito di spiegare «che ruolo abbia concretamente avuto, nella verifica del sinistro, la mancata omologazione delle luci di via e di coronamento obbligatorie (come riportato nel Colreg72- Regolamento internazionale per gli abbordi in mare presentato dall’Organizzazione Marittima Internazionale nel 1972,  ndr  ) e, in particolare, se il fascio di luce proiettato da dette luci del Riva fosse idoneo o meno ad assicurare la visibilità, lo stato e la rotta del motoscafo».

Le operazioni peritali avevano preso il via mercoledì 18 febbraio: richiesti 60 giorni di tempo per terminare gli accertamenti, in conclusione, era stato evidenziato come la mancata omologazione dell’illuminazione non poteva essere considerata determinante come causa del sinistro.  Nel mese di luglio era stata inoltre lanciata una petizione su change.org dal titolo «Fermare il ritorno del Riva della tragedia sul lago di Garda».

Greta era una studentessa modello, la borsa di studio in sua memoria

E se da un lato la Giustizia fa il suo corso con scelte che a volte fanno male, la cosa certa è che il ricordo dei due giovani rimarrà per sempre nel cuore delle famiglie ma, più in generale, dell’intera comunità gardesana ma non solo. A testimonianza di ciò la borsa di studio in memoria di Greta Nedrotti che il comune di Toscolano Maderno quest’anno ha rinnovato per il quinto anno consecutivo.

«Un modo per ricordare Greta – hanno fatto sapere dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco  Chiara Chimini – attraverso ciò che rappresenta il futuro di ogni comunità: i suoi giovani, i loro sogni e i traguardi raggiunti».

Greta continua infatti a essere un esempio per le nuove generazioni, era una studentessa modello:

«Era estremamente precisa nello studio – hanno raccontato i genitori – Lo è sempre stata fin da quando frequentava la scuola primaria, i suoi quaderni erano sempre in ordine e ben scritti. Noi non l’abbiamo mai aiutata a fare i compiti, ha sempre fatto tutto da sola fin da piccola. Come genitori, per farle capire che ogni cosa deve essere guadagnata, le abbiamo voluto far provare anche il lavoro abbinato allo studio, faceva le stagioni. E riusciva davvero molto bene a conciliare le due cose».

In merito alla borsa di studio hanno poi dichiarato:

«Questa iniziativa ci dà molta soddisfazione, pensiamo che sia giusto premiare l’impegno dei ragazzi che lo meritano, perché di bravi ragazzi ne esistono ancora».