LA protesta

Gli studenti scendono in piazza: “Scuola in sicurezza per tornare in presenza”

La manifestazione pacifica organizzata dall'Uds si terrà il 21 gennaio in piazza Vittoria

Gli studenti scendono in piazza: “Scuola in sicurezza per tornare in presenza”
Cronaca Brescia, 16 Gennaio 2021 ore 12:38

Ignorati, abbandonati a sè stessi. Ecco come si sentono gli studenti degli istituti superiori della provincia, che da ottobre non hanno più messo piedi nelle loro classi, lontani da compagni e professori. E che giovedì scenderanno in piazza invocando “una scuola in sicurezza per tornare in presenza”.

Gli studenti scendono in piazza

Il ritorno a scuola sembrava dietro l’angolo dopo che il Tar aveva sospeso l’ordinanza di Regione Lombardia, che aveva prorogato la Dad fino al 24 gennaio. Ma a mettere i bastoni fra le ruote ci ha pensato l’arrivo di un’altra zona rossa per il territorio regionale: e così di nuovo tutti a casa. La voglia di riprendere le lezioni in presenza però c’è e soprattutto di farlo in sicurezza.

Spazi, trasporti, tutele per la Dad, supporto psicologico e investimenti sul diritto allo studio. Questi i punti che gli studenti della provincia, stanchi della lontananza, chiedono a gran voce. Lo faranno giovedì 21 gennaio in piazza Vittoria con una protesta pacifica organizzata dall’Unione degli studenti di Brescia (garantendo il distanziamento sociale) per mostrare “come il diritto alla salute e quello allo studio non debbano escludersi a vicenda”.

I commenti dell’Uds

“Diamo voce agli studenti che si sono sentiti messi in secondo pianotenendo conto delle difficoltà legate alla pandemia e proponendo soluzioni per garantire la sicurezza”,  ha affermato Aya Dadouch dell’Uds Brescia per cui la scuola non può adeguarsi ai trasporti pubblici, ma al contario le corse vanno regolate per garantire il diritto allo studio.

“Vogliamo investimenti su tamponi nelle scuole, tracciamento, spazi e attenzione alla salute mentale, sia degli studenti che dei docenti – ha poi aggiunto Benedetta Cominelli – La pandemia ha semplicemente messo in evidenza problemi già esistenti, serve una riforma strutturale della scuola”.

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