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Gli scarichi a lago e la volontà di intervenire

Gli scarichi a lago e la volontà di intervenire
Cronaca 08 Maggio 2017 ore 13:07

C 553-14. Potrebbe essere il nome in codice di un collega della famosa spia inglese James Bond se non fosse che stiamo parlando di un documento pubblico datato gennaio 2014, una relazione tecnica di Garda Uno che il nostro settimanale ha trovato fra gli archivi della azienda speciale di servizi per il collettamento e depurazione delle acque reflue. Un progetto preliminare dal titolo: «Adeguamento dei sistemi di grigliatura degli scarichi d’emergenza», una relazione tecnica dettagliata che cerca di fare il quadro sull’annoso tema degli scarichi a lago.
A settembre 2016 il tema dei residui solidi nelle acque del Garda aveva avuto grande risalto grazie all’interessamento di diverse realtà ambientaliste e della stampa locale: le immagini di profilattici ed assorbenti nel lago avevano sollevato un moto di indignazione che ancora oggi, alle porte della tornata elettorale, condizionano il dibattito pubblico della città. Il caso è stato riaperto da pochi mesi ma dal documento è evidente che soluzioni provvisorie erano già state pensate più di tre anni fa, nel gennaio 2014.
L’autorizzazione allo scarico del collettore, rilasciata dalla provincia nel 2008, richiede la dotazione di sistemi di grigliatura in corrispondenza degli sfioratori di piena che, da indicazione, «dovranno essere oggetto di manutenzione e pulizia a seguito di eventi meteorici». Lo scopo della relazione era dunque quello di rivedere la situazione di allora per poter prevedere eventuali adeguamenti alla norma di legge.

La situazione a Desenzano
A Desenzano sono cinque i punti segnalati: Cesare Battisti, Maratona, Rogazionisti, San Martino e Villa Lucchi. Di questi nessun sfioratore nel 2014 aveva vasche di alloggiamento né presenza di griglie per il contenimento di rifiuti solidi.
Il preventivo tre anni fa prevedeva per la costruzione di nuovi manufatti di scarico ed installazione delle nuove griglie una spesa complessiva di 130mila euro. Una cifra sicuramente non faraonica per il tamponamento del problema dei rifiuti solidi, soprattutto considerando che l’adeguamento di tutti gli sfioratori del lago costerebbe solo 555.600 euro, almeno stando ai dati del 2014.

Cosa è emerso
Il documento mostrato in esclusiva sulle pagine di Garda Week nell’edizione di due settimane fa era innanzitutto un preventivo interno e non pubblico, erroneamente finito sul portale di Garda Uno secondo quando spiegato dagli stessi. Le carte dicono che con poco più di 120 mila euro potrebbero essere messi a norma le grigliature di Desenzano che impedirebbero ai rifiuti solidi di finire nel lago, con 560mila euro quelle di tutto il lago. Esistono numerosi scarichi abusivi, non quantificati, la cui individuazione sarebbe a carico del Comune e di difficilissima realizzazione. Confermato che i soldi per le grigliature e le vasche di contenimento devono arrivare dalle tariffe di Garda Uno ma che, volendo, enti terzi potrebbero intervenire (come ad esempio un’amministrazione). Garda Uno sostiene di aver tempo fino al 2019 per mettere a norma gli sfioratori, non ha indicato il quadro normativo di riferimento che confermi questa data. Altri dettagli tecnici verranno illustrati dal Comitato Ambiente e territorio in un’assemblea pubblica che verrà organizzata per settimana prossima, in data da definire. 

 

DA GARDAWEEK DEL 21 APRILE E DEL 5 MAGGIO

 


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