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Gli angeli castiglionesi in soccorso ai terremotati

Gli angeli castiglionesi in soccorso ai terremotati
Cronaca 02 Gennaio 2017 ore 19:06

Castiglione delle Stiviere presta i suoi volontari di Croce Rossa per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.

Sono ormai undici i volontari castiglionesi che, dalla data del sisma ad oggi, si sono recati nelle zone terremotate per aiutare i campi allestiti dalla Protezione Civile. Federica Sorrentino, 30 anni, è appena tornata con altri due colleghi del Comitato locale di Castiglione delle Stiviere, Giosué Marmorino e Antonio Mandanici, con i quali ha prestato servizio in un campo allestito per ospitare la gente del Comune di Ancarano di Norcia (PG).

«Abbiamo lavorato nel campo per una settimana, da sabato 19 Novembre a sabato 26 Novembre. Il nostro compito era quello di cucinare per circa 120 persone, e cioè gli ospiti del campo e i volontari che lavorano per aiutare queste persone. In realtà spesso capitava di dover preparare anche più coperti, perché la situazione è davvero molto complicata. Non dimentichiamo, inoltre, che noi abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un tempo buono, con sole e un po’ di caldo. Ora sappiamo dai nostri colleghi e dai contatti Facebook che abbiamo che fa molto freddo, e le cose si sono complicate. Il campo è formato da tende e roulotte. Ci sono docce e bagni, cinque e cinque, per tutte le persone del campo. Non solo, chi ha avuto la fortuna di essere sistemato nelle roulotte può avere un po’ di intimità e vivere con la sua famiglia, ma in molti sono invece sistemati nelle grandi tende. Qui non c’è intimità, qui si sta tutti insieme, sempre, tutta la giornata. Deve essere davvero molto faticoso. Le scuole ci sono, ma i ragazzi devono fare i turni, e cioè la mattina le scuole medie e al pomeriggio le scuole elementari. A fronte di questa situazione, però, abbiamo trovato una popolazione che ha voglia di parlare, di sorridere e di ricominciare. Certo, ci sono le persone anziane che vivono la cosa con grande sconforto, anche perché c’è chi ha perso tutto, c’è chi non si vuole muovere nonostante sia stato offerto loro una sistemazione in  albergo, ma molti sono contadini e hanno il bestiamo da accudire. In ogni caso sono persone che amano i loro paesi e non li vogliono lasciare».


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