Giuseppe Zanardelli e il lungolago dopo il 1901

Giuseppe Zanardelli e il lago di Garda: il tragico evento del sisma del 1901 fu la spinta che contribuì a rivoluzionare l'aspetto urbanistico della città

Giuseppe Zanardelli e il lungolago dopo il 1901
Garda, 20 Febbraio 2019 ore 10:05

Giusepppe Zanardelli e il lago di Garda: si è tenuto ieri (martedì 19 febbraio) in Sala dei Provveditori il quarto appuntamento. Relatrice è stata Barbara Scala (Università degli Studi di Brescia) in un intervento dal titolo «Giuseppe Zanardelli, il sisma di Salò e il ruolo di Antonio Tagliaferri per il lungolago».

Il nuovo lungolago: cambiamento antropologico prima ancora che urbanistico

La città di Salò tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 1901 fu colpita da un forte sisma. Le scosse registrate erano di intensità 5.7 sulla scala Richter. Ve ne furono quattro della durata complessiva di 45 minuti.

Per quanto si trattò di un evento doloroso per i cittadini diede però uno stimolo importante per iniziare la strada del rinnovamento urbano di cui Salò necessitava. Una figura importante fu quella di Antonio Tagliaferri: la relatrice ha sottolineato come, nonostante nei documenti presenti non abbia un ruolo riconosciuto a solo come consigliere di Giuseppe Zanardelli, i suoi studi daranno un indirizzo importante alla realizzazione ultima del lungolago.

Secondo il suo punto di vista, infatti, il fronte lungolago avrebbe dovuto mantenere l’irregolarità originaria, gli edifici e le case dovevano seguire l’andamento naturale del terreno. Inoltre gli edifici, nei suoi schizzi, appaiono tutti proporzionati. L’altezza risulta conforme ai regolamenti edilizia per cui non potevano superare gli 11 metri d’altezza e i balconi non potevano scendere al di sotto dei 3,80 metri per non dare fastidio ai passanti.

A Salò, nel cuore della Magnifica Patria, l’architettura rispondeva a ben precisi stilemi politici e il lungolago, nella sua maestosità finale, non è da meno. A caratterizzarlo, successivamente, un interessante gioco di alberature e aiuole che dovevano animare il percorso rendendolo ancor più sinuoso.

Il prossimo appuntamento

Il prossimo e ultimo appuntamento è per martedì 26 febbraio sempre alle 20.45 in Sala dei Provveditori con Elena Ledda (Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Salò). Titolo dell’intervento «L’iconografia di Salò e del Lago di Garda nel Fondo fotografico Tagliaferri».

L’organizzazione è a cura del Fai, del comune di Salò, della Fondazione Ugo da Como e dell’Ateneo di Salò.

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