GHEDI: Bloccati i lavori per la discarica di “Cava Inferno”

13 Novembre 2016 ore 13:21

La diffida a proseguire l’attività di approntamento della discarica sita nel Comune di Ghedi è arrivata il 9 novembre dai vertici della Provincia di Brescia. Il documento, firmato dal direttore del settore Ambiente e protezione civile Giovanmaria Tognazzi, conferma l’inquinamento con idrocarburi dei materiali portati per effettuare l’approntamento della discarica di proprietà della società “Cava Inferno srl”.  La ditta che ha portato questi materiali contaminati è la “Edilquattro” di Arturo Bernardelli, già nei guai per le accuse di traffico illecito di rifiuti trapelate in questi giorni e riguardanti le scorie dell’Alfa Acciai sotterrate a San Polo e per le quali lo stesso soggetto è attualmente indagato dalla Procura della Repubblica. Anche in cava “Inferno” sono in corso uteriori accertamenti per conto della stessa Procura e del corpo forestale dello Stato, accertamenti per i quali anche la Provincia si riserva ulteriori provvedimenti. Immediata la denuncia anche dai cittadini raggruppati sotto “Un futuro per Ghedi” che si sono mossi per far luce su quanto nascosto in discarica e che da tempo avevano portato le loro preoccupazioni all’attenzione del sindaco, e non solo, e verso il quale, ora, puntano il dito accusandolo di “incapacità di tutelare la salute pubblica” e ne chiedendone le dimissioni.

 

La diffida a proseguire l’attività di approntamento della discarica sita nel Comune di Ghedi è arrivata il 9 novembre dai vertici della Provincia di Brescia. Il documento, firmato dal direttore del settore Ambiente e protezione civile Giovanmaria Tognazzi, conferma l’inquinamento con idrocarburi dei materiali portati per effettuare l’approntamento della discarica di proprietà della società “Cava Inferno srl”.  La ditta che ha portato questi materiali contaminati è la “Edilquattro” di Arturo Bernardelli, già nei guai per le accuse di traffico illecito di rifiuti trapelate in questi giorni e riguardanti le scorie dell’Alfa Acciai sotterrate a San Polo e per le quali lo stesso soggetto è attualmente indagato dalla Procura della Repubblica. Anche in cava “Inferno” sono in corso uteriori accertamenti per conto della stessa Procura e del corpo forestale dello Stato, accertamenti per i quali anche la Provincia si riserva ulteriori provvedimenti. Immediata la denuncia anche dai cittadini raggruppati sotto “Un futuro per Ghedi” che si sono mossi per far luce su quanto nascosto in discarica e che da tempo avevano portato le loro preoccupazioni all’attenzione del sindaco, e non solo, e verso il quale, ora, puntano il dito accusandolo di “incapacità di tutelare la salute pubblica” e ne chiedendone le dimissioni.


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