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Gesù, 150 kg di calamari solo nell'ultimo weekend

Gesù, 150 kg di calamari solo nell'ultimo weekend
Cronaca 04 Maggio 2017 ore 16:54

Dal 1977 i Vecchiolini portano avanti la tradizione di famiglia, iniziata da Angelo, detto «Gesù», nel 1947. I suoi fritti di calamari, gamberi, rane e bose, sono ciò che li ha resi noti anche fuori provincia. E i clienti non smettono di aumentare.

Un locale in cui la tradizione incontra la leggenda, la semplicità si sposa con la genuinità, l’onestà con la familiarità. Ecco perché anche nel nome la pizzeria «Al Castello», da tutti conosciuta come «Da Gesù», ricalca le tradizioni, questa volta dall’usanza del dopoguerra di attribuire i soprannomi. Così i compaesani di Angelo Vecchiolini, commerciante di legna, lo ribattezzarono Gesù.

Ora la pizzeria, aperta dai figli Pasquale e Battista nel 1977, in quello che una volta era il granaio della famiglia, è conosciuta tanto per il nome, quanto per la semplice bontà dei suoi piatti dove tutto gira intorno al fritto che l’ha resa nota anche oltre provincia.

Quel fritto di calamari, di gamberi, di rane, di «bossi», di cui ne vengono consumati rispettivamente, ogni fine settimana, una media di 80, 50, e 10 chilogrammi, sta attirando clienti da tutte le province. Quantità che sono in continuo aumento, solo nell'ultimo weekend sono stati fritti oltre 150 chilogrammi di calamari.

I calamari di Gesù sono della zona 27 dell’Atlantico, corrispondente a Francia e Irlanda, più piccoli rispetto a quelli più commercializzati, ma che garantiscono una maggior croccantezza, le rane sono del Vietnam, di cui vengono fritte solo le cosce, le code sono di gamberi argentini, più tenere e i “bossi” di Chioggia, una volta erano molto diffusi anche nelle acque dolci della nostra zona.

Considerate le porzioni, i titolari hanno deciso di cucinare il fritto solo nel fine settimana, il che assicura una qualità dell'olio sempre alta.

Ma il segreto del fritto di Gesù qual'è?

Non è unto, ma resta leggero in modo che non dia fastidio allo stomaco. Tutto questo perché grazie all'intuizione del proprietario, il pesce non viene asciugato prima di essere buttato nell'olio Un operazione rischiosa perchè l'olio tende a schizzare molto di più se l'ingrediente è umido, ma la polpa rimane tenera, il che assicura gusto e croccantezza.  


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