Garda Lake History Festival: seconda serata con Emilio Gentile

Garda Lake History Festival, Emilio Gentile ha condotto il pubblico alla scoperta del rapporto tra il Duce Benito Mussolini e il Vate Gabriele d'Annunzio.

Garda Lake History Festival: seconda serata con Emilio Gentile
Garda, 30 Giugno 2019 ore 11:00

Garda Lake History Festival, il festival dedicato alla storia promosso dal Centro Studi Rsi e dedicato quest’anno al centenario dell’occupazione di Fiume guidata da Gabriele d’Annunzio dal settembre 1919 al «Natale di Sangue» del 1920.

Mussolini e d’Annunzio, due personalità a confronto

Il secondo appuntamento è andato in scena ieri (sabato 29 giugno) nel chiostro del MuSa, Museo di Salò, con Emilio Gentile, uno tra i più autorevoli studiosi del fascismo, storico di fama internazionale, è professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza, in un intervento dal titolo «Duci rivali. La rivoluzione italiana da Fiume a Roma». Ad introdurre lo storico Roberto Chiarini del Centro Studi Rsi.

Per lungo tempo fu Gabriele d’Annunzio a prevalere, Mussolini rimase una figura di secondo piano nonostante avesse fondato i Fasci di Combattimento. Nel clima rivoluzionario del tempo in molti vedevano nel Vate il vero duce. Tuttavia, una volta che il fascismo nacque, Gabriele d’Annunzio non sarà mai fascista, non avrà mai la tessera fascista:

«Tra Mussolini e d’Annunzio non sono mai esistite delle vere affinità. Queste erano solo esteriori ma nella sostanza dei fenomeni ai quali hanno dato vita (Impresa di Fiume  e Fascismo) si trattava di realtà completamente diverse».

Lo stesso Gentile ricorda però che anche Benito Mussolini,nonostante tutto, era rimasto affascinato dal Vate tanto che dopo la sua dipartita disse al genero Galiazzo Ciano: «Un po’ quell’uomo mi manca».

La prima serata ha visto come relatore Raoul Pupo

Ad inaugurare questo ciclo di incontri la scorsa settimana (sabato 22 giugno) lo storico e docente dell’Università Statale di Trieste Raoul Pupo considerato tra i massimi studiosi della storia del confine orientale italiano:

«D’Annunzio giunse a Fiume spinto dai fiumani che volevano evitare l’annessione al regno jugoslavo. Fiume fu il luogo nel quale d’Annunzio mise in atto la sua “Politica Poetica”, si perchè per lui anche la politica rappresentava una straordinaria occasione tramite la quale poter dar vita ad un’opera d’arte. Prima dell’impresa Fiume si presentava come una città adriatica nella quale, fin dall’Ottocento, convivevano tranquillamente italianità culturale e patriottismo ungherese» ha spiegato.

I prossimi appuntamenti

Il prossimo appuntamento si terrà sabato 6 luglio con Giordano Bruno Guerri in un intervento dal titolo «Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione». Il 13 luglio sarà la volta di Pierluigi Battista in un intervento dal titolo «La maledizione del confine orientale».

La scelta è stata quella di dare agli incontri un taglio multimediale. Il tutto è stato reso possibile dalla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia (Laba), in particolare del dipartimento di Scenografia e Fotografia coordinato dai professori Andrea Gentili e Andrea Anselmini  con la supervisione della direttrice Alessandra Giappi. La parte grafica è stata realizzata da Enrica Vanzetta e Matteo Loss, la sezione web è curata da Luca Sabbadini e la fotografia da Silvia Quadrini.

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