Un furto indegno, con una degna conclusione. Le attrezzature rubate dalla Casa della Solidarietà a fine giugno sono state recuperate e restituite ai legittimi proprietari, i volontari dell’Aido e del Gruppo del Soccorso, al termine di una lunga e minuziosa attività d’indagine che nelle scorse settimane ha impegnato la Polizia locale intercomunale di Coccaglio e Cologne. La rete di videosorveglianza è stata fondamentale, senza ombra di dubbio, ma sulla scacchiera hanno pesato anche l’intuito e la professionalità degli agenti, uniti alla determinazione di rintracciare i responsabili – un 44enne e un 33enne di nazionalità albanese, poi denunciati – e fare giustizia su un episodio che ha amareggiato e sconvolto l’intera comunità, colpita nel suo cuore pulsante: il volontariato.
GUARDA LA GALLERY (2 foto)
Foto di Emma Crescenti
Foto di Emma Crescenti
Il furto e le indagini
I ladri hanno agito tra il 18 e il 19 giugno, tra le 2 e le 3 di notte. Per introdursi nella struttura di via Padre Marcolini hanno forzato una delle finestre affacciate sul Parco Zerbetto. Poi, a colpo sicuro, sono entrati nei garage, da dove hanno sottratto un generatore nuovo di zecca, un soffiatore, un’idropulitrice, un decespugliatore, un tagliasiepi e alcuni trapani utilizzati dai volontari per la cura del verde e per realizzare le «sculture solidali» create con lattine e altri materiali di riciclo.
Il furto era stato prontamente denunciato al comando della Polizia locale, che altrettanto tempestivamente ha avviato gli accertamenti del caso. Le immagini della videosorveglianza hanno permesso, in primis, di tracciare il tragitto dei due ladri, che hanno raggiunto la Casa della Solidarietà in sella a due biciclette risultate rubate a Cologne, e di circoscrivere la finestra temporale. La restante attività investigativa, svolta in collaborazione con l’Arma dei carabinieri, è stata un mix di preparazione, attenzione al dettaglio e costante presidio del territorio. Pochi giorni dopo, durante un ordinario controllo stradale, gli agenti hanno fermato nientemeno che uno dei due soggetti. Un volto familiare, quello del 44enne, che è subito saltato all’occhio dell’agente in servizio, il quale ha immediatamente avvisato il comando.
È stato proprio lui a «cantare», permettendo agli inquirenti di tirare un filo fino all’altro complice che, messo alle strette, nei giorni successivi ha tentato di rimediare al proprio errore. Dopo aver recuperato la merce rubata, che nel frattempo era stata venduta, il «pentito» ha cercato di restituirla direttamente ai volontari, che, manco a dirlo, hanno prontamente avvisato le forze dell’ordine.
Denunciati i due ladri
Il resto è storia. I due uomini, sentiti dagli agenti della Polizia locale e dal comandante Cosimo Tafuro, entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e legati al mondo degli stupefacenti, sono stati denunciati a piede libero per furto aggravato. Il grosso del bottino (all’appello mancano alcuni trapani) è tornato nei garage dei volontari, che non hanno mancato di complimentarsi e di ringraziare le forze dell’ordine per l’ottima attività investigativa.
Restano da chiarire alcuni dettagli, per esempio come la merce, troppo ingombrante per essere trasportata da due uomini in bicicletta, sia stata trafugata e spostata dalla Casa della Solidarietà. Ma l’epilogo lancia un messaggio chiaro: nessuno rimane impunito. Soprattutto chi colpisce il volontariato.