Nel pomeriggio di ieri, 20 marzo, i Carabinieri della stazione di Calcinato e del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Desenzano del Garda hanno portato a termine un’importante operazione di contrasto ai furti di rame, arrestando sei persone in flagranza di reato e recuperando centinaia di chilogrammi di materiale sottratto.
Furti di rame nel cantiere Tav: l’operazione
L’attività investigativa era stata avviata già da alcuni giorni, con servizi di osservazione mirati presso i cantieri dell’alta velocità ferroviaria (TAV) nella provincia, più volte colpiti negli ultimi mesi da ingenti furti di rame.
Nel corso del pomeriggio, i militari hanno accertato che quattro individui, a bordo di un furgone, avevano appena sottratto numerose bobine di rame – per un peso complessivo di alcune centinaia di chilogrammi – dai cantieri TAV lungo la tratta Brescia-Verona. Ne è scaturito un pedinamento che ha condotto i carabinieri fino a Brescia, presso il Centro Emergenza Abitativa di via Borgosatollo, dove è stato deciso di intervenire.

Gli arresti
L’operazione si è conclusa con il blocco e l’arresto di sei persone. Tra queste, quattro soggetti – tre cittadini italiani (classi 1967, 1973 e 1992) e un cittadino rumeno (classe 1977) – sono ritenuti i presunti autori del furto. Le indagini immediate hanno evidenziato come gli stessi fossero dipendenti di una ditta specializzata in lavori ferroviari, impegnata tramite subappalto nel cantiere TAV, circostanza che avrebbe consentito loro di accedere alle aree di lavoro e sottrarre il materiale.
Gli altri due arrestati, cittadini italiani (classi 1989 e 2004), sono invece accusati di ricettazione, essendo stati sorpresi mentre tentavano di acquistare il rame rubato.
Al termine delle formalità di rito, i sei soggetti sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza, in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata odierna presso il Tribunale di Brescia.
Recuperata la refurtiva
Il tempestivo intervento ha permesso inoltre di recuperare l’intera refurtiva, composta da circa 600 chilogrammi di cavi in rame, successivamente restituiti ai legittimi proprietari.
Sono attualmente in corso ulteriori accertamenti per verificare un’eventuale responsabilità degli arrestati in relazione ad altri episodi analoghi verificatisi nei mesi scorsi nei cantieri TAV della zona.