Cronaca
Urbanistica

Franciacorta capitale della cultura: lo studio dell'architetto Pezzola

Individuato da cinque Comuni un itinerario pedo-ciclabile nella "terra di mezzo" tra Brescia e Bergamo: ma c'è anche chi non ha gradito l'iniziativa....

Franciacorta capitale della cultura: lo studio dell'architetto Pezzola
Cronaca Sebino e Franciacorta, 27 Marzo 2022 ore 07:45

"Vi promettiamo di restituire la città più bella di come ce l’avete consegnata". Il giuramento dei neoeletti ateniesi incarna lo spirito che ha guidato l’architetto Aurelio Pezzola nella scrittura del libro "Brescia Bergamo 2023 passando per la Franciacorta", presentato lunedì nella sala del Pianoforte del Municipio. Il volume è uno studio appassionato delle risorse storico culturali della Franciacorta e individua dei percorsi pedo-ciclabili che diventano un’occasione e uno stimolo per ridisegnare il paesaggio, partendo dalla città di Brescia e arrivando appunto a Rovato (porta della Franciacorta) e da qui a Erbusco, Adro, Capriolo e Paratico, fino a raggiungere poi la sponda Bergamasca del Sebino.

Franciacorta capitale della cultura: lo studio dell'architetto Pezzola

"Questo sistema crea una rete che fa sì che tutti i borghi siano collegati a tutte le stazioni ferroviarie", ha sottolineato l’architetto Pezzola, portando poi l’attenzione sulle emergenze architettoniche, la contaminazione e gli ecosistemi ambientali. "Devo un ringraziamento particolare al sindaco di Rovato Tiziano Belotti, al tecnico comunale Giovanni De Simone, al sindaco di Erbusco Ilario Cavalleri e al tecnico comunale Diego Facchinetti che mi hanno offerto la possibilità di continuare la mia ricerca", ha precisato. All’evento, il primo di un ciclo di tre incontri organizzati in collaborazione con Fondazione Cogeme, è intervenuto in videoconferenza Maurizio Federici, dirigente dell’Unità organizzativa Programmazione territoriale e paesistica di Regione Lombardia e nelle sue parole non è mancata una vena polemica accolta con un certo sgomento dagli amministratori presenti.

"Il libro ci guida a un’attenta cultura dei luoghi, cercando di fare sintesi, ed è bello l’apparato iconografico. Ma bisogna pensare in modo integrato e unitario. Mi rammarico che in tutto il volume il Ptra (nato per istanza del territorio) sia citato solo una volta. Il Ptra ha disegnato dei propri progetti infrastrutturali, ad esempio il distretto dell’idrogeno, e qui non se ne parla. In questo progetto manca la collaborazione con tutto il territorio: ci troviamo con due percorsi ciclopedonali (quello di Terra della Franciacorta e questo) sulla stessa area, ci piacerebbe vedere i progetti presentati tutti insieme perché se si arriva divisi, si rischia di perdere".

Una posizione che è stata ribadita, seppur con toni più concilianti, da Michele Pezzagno, professore associato all’Università degli Studi di Brescia:

"Capisco la frustrazione della gestione di 22 Comuni, sia per le diverse Amministrazioni che per l’identità specifica dei territori. Io avrei voluto una carta geologica unica, per elevare la qualità del territorio. Dobbiamo avere un sistema comune di lettura dei valori legata al paesaggio e alla rigenerazione urbana. Trovarci con due itinerari diversi e un contratto dato all’Università per i percorsi ciclopedonali non è il massimo: sarebbe opportuno muoverci in modo più sincrono. Come Università di Brescia potremmo fare un lavoro di cucitura, ma quanta energia sprecata, è un peccato!".

La replica dei sindaci

I sindaci di Rovato ed Erbusco si sono sentiti punti sul vivo, soprattutto dalle parole di Federici. Questo l'intervento del primo cittadino di Erbusco Cavalleri:

"I percorsi del Ptra sono dati per scontati, questi sono aggiuntivi e integrativi, non alternativi. Che venga visto in malo modo che il progetto sia proposto da cinque Comuni e non da tutta la Franciacorta credo sia una lettura superficiale. Nella ciclovia tra Brescia e Bergamo Erbusco e Rovato non ci sono. A noi, in qualità di sindaci, spetta il compito di promuovere il territorio valorizzando i patrimoni culturali. Questo è un approfondimento del Ptra e punta a intercettare alcuni finanziamenti nell’ambito del Pnrr. Oggi un Comune ha il dovere di presentare dei progetti per migliorare il territorio".

Per Belotti l'iniziativa segna un cambio di passo.

"E' stato fatto uno scatto in avanti. L’alternativa era aspettare che 22 Comuni si accordassero. Noi stiamo cercando di procedere all’interno della cornice del Ptra, sentir dire che non dovevamo farlo fa senso". Il primo cittadino rovatese ha ricordato che la nomina di Brescia e Bergamo a capitali della cultura 2023 e il Pnrr creano le condizioni per un momento irripetibile: "La Franciacorta è esattamente in mezzo alle due città, questa è l’occasione per investire nella cultura. Abbiamo provato a lavorare come sottogruppo e ne è venuto fuori un percorso progettuale sovracomunale a margine del lavoro di Pezzola".

Gli altri interventi

All’incontro, moderato dal giornalista Enrico Mirani e introdotto dal segretario di Fondazione Cogeme Michele Scalvenzi è intervenuto anche Paolo Ventura dell’Università degli Studi di Parma, per il quale "il lavoro dell’architetto Pezzola è un condensato di tanti anni di studio e va inteso come un’incitazione a lavorare tutti insieme superando queste diseconomie". Secondo il presidente di Fondazione Cogeme Gabriele Archetti "il tema della polemica non ha senso in questo momento. La Franciacorta sta in mezzo ma non beneficia di Brescia e Bergamo capitali della cultura, eppure ha un ruolo centrale nella dialettica tra le due città. Una pedo-ciclabile la faccio perché la gente veda delle cose, dei monumenti, non deve essere una linea tracciata senza sapere dove va questa strada. Deve diventare un’espressione di vita delle comunità: se colleghiamo dei luoghi è perché hanno un significato". Il consigliere regionale Gabriele Barucco ha cercato di mediare: "Il lavoro di squadra è stato fatto. I nostri sindaci sono molto bravi e strutturati nelle progettualità: i fondi vengono assegnati perché ci sono dei progetti validi. Terra della Franciacorta può mettere a disposizione la capacità organizzativa, anche se dentro ci sono identità diverse".

Seguici sui nostri canali
Necrologie