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Forno crematorio, si vuole portare la vicenda al Tar

Avvocati e cittadini vogliono andare davanti al tar

Forno crematorio, si vuole portare la vicenda al Tar
Bassa, 23 Agosto 2020 ore 13:36

Una questione controversa quella del tempio crematorio, che nonostante gli anni che passano e le proroghe chieste dal commissario prefettizio, in paese tiene ancora banco e oltre al comitato che da tempo si batte per la causa di non vedere la realizzazione dell’impianto, anche altri sono determinati a perseguire lo stesso obiettivo puntando al Tar di Brescia.

Tempio crematorio, la vicenda al Tar

“Il Forno Crematorio oltre a bruciare i cadaveri brucia il nostro futuro, pensiamoci – si legge nella nota di un gruppo di cittadini – Non si deve costruire il Forno Crematorio, ma fare una politica propositiva per la rinascita di Quinzano d’Oglio e di tutti i paesi della bassa bresciana, tracciando un futuro per i nostri giovani. Abbiamo una grande ricchezza, la nostra terra, progettiamo il nostro futuro con attività agricole che diano nuovi posti di lavoro e ricchezza alle nostre famiglie. Le nostre imprese agroalimentari, punto di forza del nostro tanto decantato Made in Italy, forniscono latte al Consorzio Grana Padano, Auricchio, Sterilgarda e altri marchi di interesse locale, nazionale e internazionale. E noi permettiamo di distruggere tutto questo? Diciamo si alla vita e no a questo forno crematorio che distrugge il nostro futuro, la nostra vita, le nostre imprese agricole che moriranno perché nessuno comprerà i nostri prodotti, il nostro latte”. E qui l’appello.
“Richiedete a vostri sindaci, ai vostri Comuni la copia della documentazione e del progetto sui quali hanno elaborato e votato la “Convenzione forno crematorio” per capire di cosa si decide sulle vostre teste – hanno continuato – Il politico rappresenta il popolo e deve perseguire il suo benessere sociale, se ci riteniamo un popolo basato sulla democrazia e sui fondamenti della nostra Costituzione. Pensateci. Che ogni cittadino porti il suo contributo. Sappiamo che a Quinzano d’Oglio molte persone hanno già manifestato il proprio dissenso.
Cittadini e Imprese, Società Agricole e Associazioni, aderite al Ricorso al TAR Brescia dando mandato agli avvocati Daniele Granara e Chiara Fatta, del Foro di Genova. Questo è l’unico strumento serio e concreto per fermare il forno. Per le sottoscrizioni a livello locale rivolgersi all’avvocato Mariantonietta Baselli di Quinzano d’Oglio chiamando lo 030.9924347”.
Il termine ultimo entro il quale ci si può sottoscrivere è il 10 settembre.

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