ricorso

Forno crematorio, si vuole portare la vicenda al Tar

Avvocati e cittadini vogliono andare davanti al tar

Forno crematorio, si vuole portare la vicenda al Tar
Aggiungi Prima Brescia alle tue fonti preferite

Una questione controversa quella del tempio crematorio, che nonostante gli anni che passano e le proroghe chieste dal commissario prefettizio, in paese tiene ancora banco e oltre al comitato che da tempo si batte per la causa di non vedere la realizzazione dell’impianto, anche altri sono determinati a perseguire lo stesso obiettivo puntando al Tar di Brescia.

Tempio crematorio, la vicenda al Tar

“Il Forno Crematorio oltre a bruciare i cadaveri brucia il nostro futuro, pensiamoci – si legge nella nota di un gruppo di cittadini – Non si deve costruire il Forno Crematorio, ma fare una politica propositiva per la rinascita di Quinzano d’Oglio e di tutti i paesi della bassa bresciana, tracciando un futuro per i nostri giovani. Abbiamo una grande ricchezza, la nostra terra, progettiamo il nostro futuro con attività agricole che diano nuovi posti di lavoro e ricchezza alle nostre famiglie. Le nostre imprese agroalimentari, punto di forza del nostro tanto decantato Made in Italy, forniscono latte al Consorzio Grana Padano, Auricchio, Sterilgarda e altri marchi di interesse locale, nazionale e internazionale. E noi permettiamo di distruggere tutto questo? Diciamo si alla vita e no a questo forno crematorio che distrugge il nostro futuro, la nostra vita, le nostre imprese agricole che moriranno perché nessuno comprerà i nostri prodotti, il nostro latte”. E qui l’appello.
“Richiedete a vostri sindaci, ai vostri Comuni la copia della documentazione e del progetto sui quali hanno elaborato e votato la “Convenzione forno crematorio” per capire di cosa si decide sulle vostre teste – hanno continuato – Il politico rappresenta il popolo e deve perseguire il suo benessere sociale, se ci riteniamo un popolo basato sulla democrazia e sui fondamenti della nostra Costituzione. Pensateci. Che ogni cittadino porti il suo contributo. Sappiamo che a Quinzano d’Oglio molte persone hanno già manifestato il proprio dissenso.
Cittadini e Imprese, Società Agricole e Associazioni, aderite al Ricorso al TAR Brescia dando mandato agli avvocati Daniele Granara e Chiara Fatta, del Foro di Genova. Questo è l’unico strumento serio e concreto per fermare il forno. Per le sottoscrizioni a livello locale rivolgersi all’avvocato Mariantonietta Baselli di Quinzano d’Oglio chiamando lo 030.9924347”.
Il termine ultimo entro il quale ci si può sottoscrivere è il 10 settembre.