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Ex base NATO di Grole: i cittadini propongono la «Cittadella delle Stelle»

A Monte Corna torna il confronto sul futuro dell’ex presidio militare: tra degrado e la proposta di trasformarlo in un centro di divulgazione astronomica.

Ex base NATO di Grole:  i cittadini propongono  la «Cittadella delle Stelle»

L’ex base radar di Grole, situata sul Monte Corna, torna al centro del dibattito cittadino. Da anni il sito, un tempo presidio militare strategico, versa in condizioni di progressivo abbandono: edifici inutilizzati, segni di vandalismo e una manutenzione limitata che non basta a restituire dignità a un’area panoramica sulle colline di Castiglione delle Stiviere. Nelle ultime settimane il tema è riemerso anche sul piano politico, con segnalazioni sullo stato di degrado e sulla difficoltà per il Comune di sostenere i costi necessari a un recupero complessivo. La strada di accesso e la gestione futura degli edifici restano infatti tra i principali ostacoli a qualsiasi progetto di riqualificazione.

Un’idea per rilanciare l’area

Accanto al problema emerge anche una proposta. Un gruppo di cittadini e appassionati di astronomia ha avanzato l’idea di trasformare l’ex base in una “Cittadella delle Stelle”, un centro dedicato all’osservazione del cielo, alla divulgazione scientifica e alle attività didattiche. Secondo i promotori, il Monte Corna possiede caratteristiche favorevoli per l’astronomia amatoriale: una posizione elevata, un orizzonte relativamente libero e un livello di inquinamento luminoso più basso rispetto alle aree urbane. Condizioni che potrebbero rendere il sito adatto a ospitare telescopi, serate pubbliche di osservazione e iniziative scientifiche aperte alla cittadinanza.

Il progetto e le possibili prospettive

L’idea non partirebbe da zero. Nel 2017 la giunta comunale di Castiglione delle Stiviere approvò infatti un progetto preliminare per la riqualificazione degli edifici presenti nell’area ex demaniale del Monte Corna. La delibera n. 6 del 12 gennaio prevedeva un investimento di circa 330 mila euro per ristrutturare le strutture e creare uno spazio didattico, ma il piano non è mai arrivato alla fase realizzativa. I promotori suggeriscono quindi di aggiornare quel progetto orientandolo verso una vocazione scientifica e culturale: gli edifici potrebbero ospitare sale didattiche, spazi espositivi e un punto di osservazione astronomica gestito con associazioni di astrofili tra Mantova, Brescia e Verona. Un osservatorio locale potrebbe diventare anche un laboratorio didattico per le scuole del territorio, mentre eventi e serate di divulgazione legate all’astroturismo potrebbero attirare visitatori e appassionati. Resta però aperta la questione delle risorse: senza un piano finanziario e partner pubblici o privati, il recupero dell’area rischia di restare ancora sulla carta.