L'accaduto

Esplosione in un’azienda a Erbusco, cinque operai coinvolti

Attorno allo stabilimento è stata predisposta una cintura di sicurezza ma successivamente è stata esclusa ogni forma di contaminazione

Esplosione in un’azienda a Erbusco, cinque operai coinvolti
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Una violenta esplosione ha risvegliato venerdì mattina la frazione erbuschese di Zocco. Un boato tremendo, intorno alle 7.30, all’interno di un capannone della ditta Planichem, che sorge nella zona industriale all’angolo tra via XX settembre e via Castellini, a poche centinaia di metri dall’ex cava Noce.

Esplosione in un’azienda a Erbusco, cinque feriti

L’evento è stato catalogato come un’emergenza di massa: sul posto si sono precipitate diverse squadre dei Vigili del fuoco, quattro ambulanze e altri mezzi di soccorso (allertato in un primo momento anche l’elicottero da Brescia, atterrato ai piedi del Monte Orfano e poi rientrato). E’ stata inoltre attivata un’unità specializzata Nbcr (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) per la valutazione di eventuali rischi legati alla presenza di sostanze chimiche. Presenti i carabinieri della stazione di Erbusco, del Radiomobile e della Compagnia di Chiari, mentre Arpa Lombardia e Ats sono sopraggiunte per effettuare le verifiche ambientali e sanitarie; sul luogo dell’incidente anche il sindaco di Erbusco Mauro Cavalleri.
Una quindicina gli operai che stavano lavorando all’interno del fabbricato, subito evacuato: per quattro sono state necessarie cure mediche (in codice verde) mentre l’uomo che si trovava più vicino al punto della deflagrazione (riportando lesioni principalmente al volto) è stato trasportato in ospedale in codice giallo. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi.

Esclusa ogni forma di contaminazione

Nei primi istanti che hanno seguito l’esplosione si è temuto anche per l’impatto sull’inquinamento dell’aria: il verbale dei Vigili del fuoco, tuttavia, dopo i controlli ambientali e quelli effettuati sugli indumenti indossati dagli operai, ha escluso ogni forma di contaminazione.
Ma cosa è successo? L’azienda produce lastre per guarnizioni piane in Ptfe bidirezionale modificate: il processo produttivo prevede una serie di passaggi (con l’utilizzo di solventi e sostanze chimiche) usando un forno per l’essiccazione. Proprio quest’ultimo, per cause difficili da accertare visto che è andato completamente distrutto (l’ipotesi è quella di un malfunzionamento), è esploso, provocando una serie di danni all’interno del capannone. Vetri in frantumi, porte sfondate: uno scenario davvero impressionante.
Il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Erbusco, sulla base dell’esito del sopralluogo dei Vigili del fuoco, ha emesso un’ordinanza dichiarando inagibile l’edificio per la necessità di verificare le condizioni di sicurezza relativamente agli impianti e alle superfici vetrate. Si è provveduto a disattivare l’impianto elettrico fino al ripristino dello stesso seguito da idonea certificazione. All’azienda è stato consentito apporre, dall’esterno e senza accedere al capannone, delle chiusure provvisorie al fine di preservare i macchinari rimasti integri dagli agenti atmosferici. Non ci sarebbero, invece, problemi strutturali.

La relazione dell’Arpa

La relazione di ARPA Lombardia – Dipartimento di Brescia, firmata il 21 settembre scorso, ha identificato l’evento come esplosione di un forno di sinterizzazione nel quale erano in lavorazione lastre in PTFE con barite e solvente. La stessa relazione non accerta la presenza di ammoniaca nell’aria e precisa che, al momento del sopralluogo, non erano in corso incendi né furono rilevate altre evidenti criticità ambientali. Le analisi disponibili sui punti di emissione sono infine risultate conformi ai limiti applicabili.

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