Energia

Due impianti Bess alle porte del paese, “Buongiorno Flero” chiede trasparenza e partecipazione

Il gruppo di minoranza solleva la questione a seguito dell’incontro del 5 agosto con il sindaco e i promotori del progetto.

Due impianti Bess alle porte del paese, “Buongiorno Flero” chiede trasparenza e partecipazione

Due grandi impianti di accumulo di energia elettrica a batterie (Bess), pianificati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro e vicini alle abitazioni di Flero, sono al centro dell’attenzione politica e cittadina. Il gruppo consiliare “Buongiorno Flero” solleva la questione a seguito dell’incontro del 5 agosto con il sindaco e i promotori del progetto. La preoccupazione principale non riguarda la tecnologia in sé, né una posizione di contrarietà alla transizione energetica, ma l’impatto complessivo che due infrastrutture di questo tipo potrebbero generare su un territorio agricolo già fortemente antropizzato.

Due progetti distinti per un unico territorio

Dall’analisi della documentazione emergono due distinte strutture vicine al confine comunale. Il primo impianto, denominato Bess Flero, è previsto su un terreno agricolo di 75mila metri quadrati adiacente alla centrale elettrica di via Case Sparse. Il secondo, il Bess Brescia, si sviluppa su circa 20mila metri quadrati di suolo agricolo tra il carcere di Verziano e l’abitato di via Pietro del Gallo, nel comune capoluogo. Essendo posizionati ad appena 200 metri di distanza, il gruppo consiliare ha sottolineato l’esigenza di non valutare i due progetti come entità isolate, ma di analizzarne gli effetti cumulativi su viabilità, paesaggio, consumo di suolo, isole di calore e sicurezza complessiva.

Lo stato delle procedure autorizzative

Entrambi gli iter burocratici risultano al momento aperti. Il progetto Bess Flero, presentato al Ministero dell’Ambiente nel dicembre 2024 per un valore dichiarato di circa 88,6 milioni di euro da parte della RCF 017 Srl (società veicolo del gruppo Redelfi SpA), ha visto l’avvio della Conferenza dei Servizi nell’ottobre 2025. Nel corso dell’iter è già stato espresso il nulla osta comunale nel novembre 2025. Il Bess Brescia, con un investimento previsto di 42,9 milioni di euro, segue invece un iter regionale avviato ad agosto 2025, con la Conferenza dei Servizi aperta a maggio 2026 e parere tecnico atteso entro la fine di agosto 2026. Trattandosi di procedure non ancora concluse, per la civica vi sono ancora i margini per approfondire e correggere gli aspetti critici.

Dettagli tecnici dell’impianto di Flero

Durante l’incontro informativo, i proponenti hanno illustrato le specifiche del Bess Flero: un impianto con potenza di 100 MW per 4 ore, pari a una capacità di accumulo di circa 400 MWh. Tale volume energetico equivale al consumo domestico dell’intero comune di Flero per circa 15 giorni. La funzione di queste infrastrutture è quella di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso dalle fonti rinnovabili o convenzionali e immetterla in rete nei momenti di picco della domanda, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico nazionale.

“Comprendiamo perfettamente l’importanza strategica dell’accumulo – ha affermato la civica – ma proprio perché si tratta di un’infrastruttura di interesse nazionale, riteniamo necessario discutere anche della localizzazione: l’interesse nazionale non può significare automaticamente che qualsiasi territorio sia idoneo ad accogliere ogni singola proposta”.

La tutela del suolo agricolo e le incognite sull’area

Un punto centrale della discussione riguarda l’uso dei terreni agricoli. L’area interessata è stata definita dai promotori come un terreno non di pregio e già compromesso dalla vicinanza alla centrale elettrica. Il gruppo consiliare respinge questa visione, ricordando che il suolo svolge funzioni ecologiche cruciali per la permeabilità, il paesaggio e la biodiversità.

“Ci chiediamo inoltre perché per un’infrastruttura di questo tipo, non siano state valutate prioritariamente aree anche attigue già compromesse, industriali dismesse o comunque non agricole”, ha aggiunto “Buongiorno Flero”.

Restano dubbi anche sull’estensione dell’operazione: l’impianto occuperà circa 20mila metri quadrati, ma la società ha opzionato l’intero mappale di 75mila metri quadrati, giustificando la scelta con la volontà del proprietario di cedere l’immobile nella sua interezza. La civica chiede garanzie concrete sulle destinazioni future dei restanti 55mila metri quadrati e propone che vengano vincolati a bosco e ceduti al Comune.

Sicurezza, viabilità e mitigazione ambientale

Sul fronte della sicurezza, i tecnici hanno rassicurato circa l’assenza di emissioni, scarichi o prelievi da falda, specificando che il raffreddamento avverrà a circuito chiuso e che saranno predisposti sistemi antincendio dedicati insieme a una vasca di laminazione.

“Non intendiamo creare allarmismi, ma i fatti di cronaca anche relativi agli effetti degli incendi ad una sola batteria al litio, vanno studiati con attenzione. Proprio per questo chiediamo dati, documenti, protocolli e valutazioni tecniche. La sicurezza di un impianto di accumulo di queste dimensioni non può essere affidata soltanto a rassicurazioni verbali. Devono essere conosciuti i possibili scenari di emergenza, le modalità di intervento, le distanze di sicurezza, le procedure dei Vigili del Fuoco e le conseguenze di eventuali incidenti. Va valutato il rischio incendio anche in relazione alla vicinanza con la centrale e l’attigua proposta del Bess Brescia”.

Pianificazione urbanistica e partecipazione cittadina

Sotto il profilo urbanistico, la natura di opera di pubblica utilità consentirebbe l’approvazione del progetto senza una variante ordinaria al Pgt. Il gruppo evidenzia però che tale pubblica utilità deve limitarsi al solo perimetro dell’impianto e non allinearsi a logiche di ulteriore edificazione dei terreni residui. Viene infine criticata la tempistica dei flussi informativi: l’avvio delle procedure risale a quasi due anni fa e il nulla osta comunale è stato rilasciato prima che il Consiglio comunale e la cittadinanza venissero adeguatamente resi edotti.

Le domande aperte per il futuro della comunità

In conclusione, “Buongiorno Flero” ribadisce di non essere contraria alla tecnologia degli accumuli energetici, ma richiama la necessità di tutelare il benessere e la sicurezza dei residenti. Per questa ragione, il gruppo avanza una serie di istanze chiare: la pubblicazione integrale di tutta la documentazione e dei pareri tecnici, un approfondimento indipendente sulla sicurezza antincendio, la valutazione congiunta degli impatti cumulativi dei due impianti e l’analisi di opzioni alternative su aree industriali dismesse. Si chiedono inoltre chiarimenti definitivi sui vincoli del terreno eccedente, revisioni sulla viabilità di cantiere, il sostegno alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) locale e l’istituzione immediata di un percorso di partecipazione cittadina affiancato da un comitato tecnico-scientifico, per garantire che ogni decisione sul territorio avvenga nel segno della massima trasparenza.