Cronaca

Dopo 55 anni chiude la bottega di Beppe, il barbiere che ha attraversato la storia di Chiari

Giuseppe Pancera, 76 anni, ha abbassato per l’ultima volta la saracinesca della sua attività in via De Gasperi. Dal 1971 ha accolto generazioni di clarensi, trasformando la sua bottega in un punto di riferimento e di incontro

Dopo 55 anni chiude la bottega di Beppe, il barbiere che ha attraversato la storia di Chiari
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Dopo 55 anni di forbici, rasoi, chiacchiere e incontri, la bottega di Giuseppe Pancera ha chiuso i battenti. Beppe, come lo hanno sempre chiamato tutti, ha 76 anni e per più di mezzo secolo è stato il barbiere di generazioni di clarensi. La sua attività, aperta nel 1971 in via Alcide De Gasperi, nel cuore del centro storico e a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, è stata molto più di una semplice barberia

Una bottega dove il tempo si è fermato

Per oltre mezzo secolo ha tagliato i capelli di generazioni di clarensi, chiude dopo 55 anni la sua bottega Giuseppe Pancera, per tutti “Beppe il Barbiere”. Entrare oggi nel locale significa fare un salto indietro nel tempo. Gli arredi sono rimasti quelli di un tempo, curati negli anni dallo stesso Beppe, e raccontano una città profondamente diversa da quella di oggi. Nel 1971 il clarense decise di aprire la sua attività in una Chiari nella quale il negozio di quartiere era anche un luogo di incontro, dove ci si fermava, si conversava e si veniva a conoscenza di quello che accadeva in città. La posizione della bottega, in via de Gasperi, a due passi dalla chiesa di Santa Maria Maggiore  proprio nel cuore del centro storico, ha contribuito a trasformarla in un piccolo crocevia cittadino. Ogni settimana, per anni, uomini e ragazzi hanno varcato quella porta per un taglio, una barba o una rasatura. Ma soprattutto per scambiare due parole con Beppe.

«In particolare mi ricordo il sabato che era la giornata clou, diciamo, per l’attività di mio padre, e mi ricordo l’attesa fino a sera – ha detto il figlio Alessandro – quando tanti clarensi  magari aspettavano al bar il proprio turno perché la bottega era piena e non c’era più posto a sedere».

Generazioni di clarensi sulla poltrona

In 55 anni sono passate intere generazioni. Padri che accompagnavano i figli, ragazzi diventati adulti e poi uomini che, a loro volta, hanno continuato a frequentare quella stessa bottega. Un rapporto che andava ben oltre quello tra cliente e barbiere. Beppe era diventato un confidente, un amico, una presenza familiare. Una persona con la quale condividere una battuta, una preoccupazione, un racconto o semplicemente qualche minuto della propria giornata.

«Una comunità, un’aggregazione, che forse ad oggi si è persa un po’ – continua Alessandro – ma che rivivo ogni volta quando entro qui, nel locale dell’attività di mio papà, che adesso è chiuso, ma dove davvero il tempo sembra essersi fermato».

Anche Roberto Campodonico, oggi vicesindaco di Chiari, conosce bene quella bottega e il suo titolare. A pochi passi da via De Gasperi, infatti, la sua famiglia gestiva una pizzeria. E così, per chi ha vissuto quella parte della città, il negozio di Beppe è inevitabilmente legato ai ricordi di una Chiari di altri tempi.

“Una persona per bene, con la quale potevi scambiare due parole e che ti accoglieva nel suo negozio sempre con il sorriso. – ha detto Campodonico – Un riferimento per la comunità e per i commercianti del paese, di cui è stato una colonna”.

Il riconoscimento della Regione

Quella di Beppe non era soltanto una bottega conosciuta e frequentata dai clarensi, ma anche un’attività riconosciuta ufficialmente per il suo valore storico. Nel 2020 la Regione Lombardia inserì infatti la “Pancera Giuseppe – Parrucchiere Beppe” nell’elenco delle Botteghe artigiane storiche, attribuendole il riconoscimento di Storica attività artigiana. Un riconoscimento arrivato proprio nell’anno in cui Beppe si avvicinava al traguardo dei cinquant’anni di attività e che oggi assume un significato ancora più particolare. Perché quella bottega, nel frattempo, è diventata parte della memoria della città. Ora le forbici sono ferme, le poltrone vuote e la porta non si apre più per accogliere il cliente successivo. Ma dentro quelle quattro mura sono rimasti 55 anni di Chiari: volti, storie, risate, confidenze e appuntamenti settimanali. Una storia che, per più di mezzo secolo, ha avuto il suo punto d’incontro in quella piccola bottega di via De Gasperi.