LA CONDANNA

Dodici anni per incendio e tentato omicidio al campo nomadi

Per l'agricoltore di Padenghe anche l'aggravente dell'odio razziale

Dodici anni per incendio e tentato omicidio al campo nomadi
Garda, 02 Ottobre 2020 ore 08:29

Condannato a 12 anni per incendio doloso e tentato omicidio, con le aggravanti di premeditazione e odio razziale.

E’ arrivata la sentenza del giudice Alberto Pavan per quanto riguarda il raid compiuto lo scorso 2 gennaio 2020 da Ennio Albiero, agricoltore 62enne di Padenghe sul Garda che nella notte successiva al capodanno ha dato fuoco ad alcune roulotte del campo nomadi tra Lonato e Bedizzole – poco dopo la Bettola – esplodendo colpi d’arma da fuoco che avrebbero potuto uccidere.

Rito abbreviato

E’ questo quanto deciso durante il rito abbreviato che venerdì scorso si è trasformato in sentenza. Diciotto anni di reclusione che diventano dodici proprio in virtù dell’abbreviazione. Smontata la difesa dei legali di Albiero che fino all’ultimo hanno sostenuto l’impossibilità di uccidere da parte dei corpi esplosi dal 62enne, mettendo in dubbio anche la provenienza dei proiettili e che volevano evitare l’aggravante dell’odio razziale.

Accolte le richieste del Pm

Così non è stato, perchè il giudice Pavan ha accolto invece in pieno le richieste del Pubblico Ministero confermando sia la dinamica dell’accaduto, sia le aggravanti. I colpi esplosi dall’arma da fuoco dell’agricoltore avrebbero potuto fare danni ben peggiori al bersaglio del raid, così come le fiamme appiccate alle due roulotte, se non fosse stato per l’intervento del figlio, avrebbero potuto avere conseguenze gravissime e aggravare anche la posizione di Albiero. Discorso analogo per quanto riguarda l’odio razziale: l’espressione «negro di m*» con cui Albiero ha apostrofato la vittima prima di sparare è stata sufficiente al giudice per confermare il grave stato di turbamento psichico del colpevole che ora avrà oltre due lustri di carcere davanti a sè.

Danni patrimoniali e morali

Infine, danni stimati anche dal punto di vista patrimoniale e morale, in quanto le due roulotte messe alle fiamme rappresentavano l’unico patrimonio della vittima, che verrà dunque risarcita dopo la brutta faccenda di cui è stata infausta protagonista. Con la certezza che, da quanto emerso nella sentenza, le conseguenze – per tutti – avrebbero potuto essere decisamente peggiori.

 

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