Disagi al cimitero di Ghedi, è polemica

Disagi al cimitero di Ghedi, è polemica
05 Agosto 2016 ore 09:05

Il cimitero è uno dei luoghi più intimi di un paese e acquista più valore personale per i cittadini quanti più loro cari, familiari e amici si trovano ormai lì. Lo sanno bene gli anziani per cui è diventato un luogo di riflessione, di culto quasi, e che lo frequentano anche tutti i giorni. Eppure come ogni luogo pubblico, anche quest’area sacra ha bisogno di tante attenzioni, che sia per aprire e chiudere agli orari stabiliti o per i piccoli e grandi lavori di manutenzione. Quindi può capitare che all’assentarsi del custode si verifichino piccoli problemi di normale amministrazione. Come è successo in questi giorni. Il custode è via per le 3 settimane di ferie stabilite e alcuni anziani riscontrano dei disagi con gli orari di apertura e chiusura dei cancelli. Ma la segnalazione invece di essere rivolta agli addetti ai lavori, ovvero gli operatori comunali, viene fatta ad un cittadino, Ruggero Manara, che la riporta nel gruppo pubblico «Ghedi le voci di dentro», sperando di arrivare all’Amministrazione: «sentivo proprio ora lamentele riguardo il nostro cimitero, aperture incontrollate, mancanza del custode e di acqua nel lato ovest.

Forse si può ovviare a questi inconveniente visto che molti anziani lo frequentano e con questo caldo qualcuno potrebbe anche sentirsi male e non c’è nessuno». Post che riceve plausi e critiche, da chi approfitta per rimarcare sui troppi tagli, a chi prende le difese del custode, Ignazio Baratti «sono certa che domani appena tornerà al lavoro risolverà questo problema» e chi seppur residente a Isorella ha sentito parlare di questi problemi dalla cognata e auspica un servizio automatizzato dei cancelli. In assenza del custode infatti, l’apertura del cimitero è affidata ad alcuni operatori comunali mentre la chiusura spetta ai vigili. La mancanza d’acqua di queste settimane è da imputare al guasto di un’autoclave ma era un problema limitato al lato ovest, tutte le altre aree erano provviste di acqua potabile, presente anche nei due bagni a disposizione del pubblico. Erano. Si perché Ignazio, custode del cimitero di Ghedi da ben 22 anni ha assicurato che al suo rientro lunedì si è occupato personalmente della riparazione del motorino dell’autoclave che ha il compito di estrarre l’acqua dal pozzo.

Ha aggiunto anche che il suo è «un lavoro che non vuole fare più nessuno. Lavorare qui è come fare l’artigiano, c’è sempre qualcosa da fare e oltre le ferie non c’è mai tempo libero. Ma io mi arrangio a far tutto. Sono curioso di vedere se troveranno una persona al mio posto dato che tra circa 3 anni andrò in pensione ma confesso che sarei disponibile anche a continuare per qualche anno. Mi piace questo lavoro, anche per le relazioni che si vengono a creare con i miei compaesani. Tanti ormai li conosco da una vita, vengono tutti i giorni e si scambia due parole, li faccio sorridere e sono contento se escono da qui con un sorriso». Il signor Ignazio è una vera istituzione a Ghedi, tutti lo conoscono per la sua affidabilità e gentilezza oltre alla cura che mette in tutto quello che fa. In questi giorni è alle prese con le pulizie e i piccoli lavori in previsione della festa di San Rocco. E naturalmente per qualsiasi problema potete rivolgervi a lui.

Alessia Gessa 


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