Cronaca
Crisi politica

Dimissioni del sindaco: maggioranza chiusa nel silenzio

E' scattato il conto alla rovescia a Rovato per capire se Tiziano Belotti tornerà sui suoi passi evitando il commissariamento.

Dimissioni del sindaco: maggioranza chiusa nel silenzio
Cronaca Sebino e Franciacorta, 04 Dicembre 2021 ore 10:30

Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti ha protocollato le sue dimissioni intorno alle 17 di giovedì 2 dicembre. Poi si è chiuso nel silenzio. Nessun commento ufficiale, nessuna precisazione, niente di niente. Le motivazioni restano quelle scritte nero su bianco sulla lettera indirizzata al Consiglio comunale e al segretario comunale.

Dimissioni del sindaco: maggioranza chiusa nel silenzio

Come previsto dal Tuel, Testo unico degli enti locali, il primo cittadino di Rovato ha 20 giorni di tempo prima che le dimissioni diventano effettive. Dunque, potrebbe ancora tornare sui suoi passi. Ma la vera domanda è: lo farà? L'abbiamo chiesto ad alcuni componenti della maggioranza (che riunisce Lega, civica Belotti sindaco e Fratelli d'Italia) presenti venerdì 3 dicembre a una manifestazione culturale, senza ottenere alcuna risposta. Ma il loro sgomento e la loro preoccupazione, che si leggono negli occhi senza bisogno di parole, sono apparsi sinceri. Insomma, non si tratterebbe di una manovra politica orchestrata, come qualcuno ha ipotizzato. Il rischio che l'Amministrazione cada e che il Comune di Rovato venga commissariato è concreto.

Le motivazioni legate alla cessione di Lgh ad A2a

Come chiarito nella lettera di dimissioni dalla carica di sindaco, le motivazioni sono legate alla “triste vicenda della cessione delle quote di Lgh ad A2a”. A innescare questa scelta sarebbe stato quindi l’atto di costituzione in mora giunto nella mattinata di giovedì 2 dicembre in Municipio tramite Pec, nell’ambito dell’indagine avviata dalla Corte dei Conti sull’operazione di fusione. Indagine che coinvolge anche altri Comuni lombardi. L’atto notificato in Municipio parte dal presupposto che se vi fosse stata una gara pubblica, si sarebbero potute avere offerte più vantaggiose e quindi guadagni superiori. La messa in mora invita quindi i destinatari della notifica (non solo il sindaco, ma tutti i consiglieri che hanno votato l'atto di indirizzo) a “risarcire in solido” l’eventuale danno erariale, che però ancora non è stato quantificato. In quella "fatidica" seduta di Consiglio comunale, a dicembre 2015, in cui Rovato aveva approvato (come diversi Comuni bresciani nelle settimane successive) "l'atto di indirizzo di accettazione dell'offerta vincolante da 127 milioni formulata da A2A", i consiglieri di minoranza Angelo Bergomi, Mara Bergomi, Roberta Martinelli e Diego Zafferri avevano abbandonato l'aula prima del voto, mentre dai banchi di maggioranza si registravano le assenze di Maurizio Festa e Silvia Quaranta (che successivamente avevano dato vita al movimento Liga). Tuttavia, il sindaco Belotti (pur votando favorevolmente) aveva espresso le sue perplessità all'operazione, più volte da lui criticata anche in tempi più recenti.

Gli scenari futuri

Mentre le minoranze attendono di capire se le dimissioni saranno confermate oppure no, i cittadini si chiedono cosa accadrà. Se Belotti non ritirerà le dimissioni entro 20 giorni, prima di Natale l'Amministrazione comunale sarà ufficialmente caduta e verrà nominato un commissario prefettizio fino alle prossime elezioni (un'esperienza che Rovato aveva già sperimentato nel 2014 con la caduta dell'Amministrazione Martinelli). Va però detto che le dimissioni non avranno nessuna ripercussione sull'indagine della Corte dei Conti, che proseguirà indipendentemente dall'evoluzione della crisi politica a Rovato.

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