MONTICHIARI

Depuratore del Garda: due strade per fermare l'opera

Se la mozione Sarnico dovesse passare, Montichiari e Gavardo sarebbero fuori pericolo

Depuratore del Garda: due strade per fermare l'opera
Cronaca Garda, 27 Novembre 2020 ore 09:28

Depuratore del Garda: due strade per fermare l'opera.

Due strade, un unico obiettivo. Il depuratore del Garda sta attraversando le settimane più importanti della sua controversa nascita: le settimane che con ogni probabilità decreteranno se l’opera «s’ha da farsi» o meno nelle località di Gavardo e Montichiari tanto chiacchierate negli ultimi anni.

Dopo il flop del Ministero

Dopo il flop del Ministero, la partita si è spostata in Consiglio Provinciale, dove porta la prima delle due strade che i sindaci stanno percorrendo per fermare un’opera che ha «unito» nelle proteste ben 60 primi cittadini, di diversi colori e fazioni politiche. La prima strada porta dritta all’ufficio del delegato al ciclo idrico Giovanni Battista Sarnico, la cui mozione, dopo essere stata bloccata anzitempo dall’Avvocatura della Provincia, è stata corretta e ripresentata e punta senza mezzi termini a costringere Ato ad una cosa ben precisa: costruire un depuratore in un’area servita da quella depurazione. Nella fattispecie, costruire in un comune gardesano il depuratore del Garda: nemmeno una cosa fuori logica, anzi, sbandierata fin dalla prima ora dai Comitati ambientalisti. Anche se resta da sciogliere il nodo legato al corpo recettore: un depuratore a Lonato potrebbe portare ugualmente i reflui depurati nel Chiese, così come nel Mincio. Sarnico è determinato e vuole vedere vinta la propria battaglia e smuovere un consiglio provinciale che più volte non è riuscito ad esprimersi in merito all’opera, nonostante le tante mozioni presentate dal consigliere Marco Apostoli.

Passaggio in Consiglio Provinciale

La commissione ciclo idrico riunitasi giovedì o, al più tardi, il nuovo consiglio provinciale che si riunirà lunedì daranno notizie certe sull’esito del documento presentato da Sarnico e che può cambiare una volta per tutti i piani di Ato, Acque Bresciane e Comunità del Garda, principali promotori dell’opera. L’altra strada che si sta facendo largo è quella già pronosticata da tempo: le vie legali, con particolare riferimento al Tar. I sindaci hanno richiesto i verbali ad Ato e si preparano allo scontro frontale, che sperano di evitare magari proprio grazie alla mozione Sarnico, ma che resta un ultimo importante baluardo da difendere in ottica futura.

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