Manerbio-RONCADELLE

Delitto Carbone, chiesto l’ergastolo per i bresciani Sabbatino e Del Bravo

Per il pubblico ministero il movente resta nebuloso, ma sarebbe maturato in un contesto di malavita.

Delitto Carbone, chiesto l’ergastolo per i bresciani Sabbatino e Del Bravo
Cronaca Brescia, 12 Maggio 2021 ore 08:42

Delitto Carbone, chiesto l’ergastolo per i bresciani Sabbatino e Del Bravo.

Ha chiesto l’ergastolo per tutti e tre gli imputati del delitto di Donato Carbone il pm del Tribunale di Milano Maura Ripamonti. E senza attenuanti generiche per nessuno. Nell'omicidio sono coinvolti due bresciani, Edoardo Sabbatino, residente a Manerbio, e Giuseppe Del Bravo di Roncadelle.

Lunedì in aula si è tenuta la prima parte della requisitoria

Lunedì 10 maggio 2021 in Corte d’Assise a Milano si è tenuta quella che probabilmente è la penultima udienza del processo di primo grado per l’omicidio nel corsello dell’autorimessa di via don Milani 17 avvenuto il 16 ottobre 2019.

Il pubblico ministero, dopo aver ascoltato le dichiarazioni spontanee del presunto mandante  Leonardo La Grassa, 73 anni di Cologno Monzese, e di  Giuseppe Del Bravo, classe ’79 di Roncadelle (Brescia), accusato di omicidio in concorso (nell’udienza precedente il killer, reo confesso, Edoardo Sabbatino, residente a Manerbio, si era invece sottoposto alle domande della pubblica accusa) ha formulato la propria tesi.

Un omicidio che sarebbe scaturito da uno sgarro

Il movente resta nebuloso, anche se apparirebbe chiaro che sia maturato in un ambiente di malavita. La vittima era un amico intimo di La Grassa e, da quanto è emerso nel corso del processo, si manteneva con l’attività di usuraio. Il colognese ha trascorso 26 anni in carcere per reati di droga. E, ipotizza il pm, probabilmente Carbone si era rifiutato di sostenerlo in qualche operazione. Così Sabbatino e Del Bravo, che volevano entrare in affari con La Grassa nello spaccio di cocaina, avrebbero accettato, in cambio, di “fare un favore” al colognese, il quale aveva deciso che Carbone a quel punto andasse eliminato.

Ripamonti non ha concesso le attenuanti generiche nemmeno al reo confesso, che avrebbe ammesso solo quanto ormai non poteva più negare, ma avrebbe cercato di depistare su tutto il resto.

Del Bravo e La Grassa nelle dichiarazioni spontanee si sono invece dichiarati innocentiSi torna in aula il 15 giugno per le parti civili, le arringhe delle difese e la Camera di consiglio per la sentenza.

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