MOZIONE PRO VITA

Davanti alla “culla della vita” la conferenza degli Amministratori per la famiglia

Si è reso necessario un incontro per spiegare i reali intenti della mozione approvata dagli 8 Comuni bresciani a sostegno della maternità e della vita.

Davanti alla “culla della vita” la conferenza degli Amministratori per la famiglia
Brescia, 08 Ottobre 2020 ore 16:32

Davanti alla “culla della vita” la conferenza degli Amministratori per la famiglia. La sinergia tra i Comuni aderenti al progetto è partita oltre un anno fa per portare avanti iniziative pro vita, a sostegno della legge 194.

Davanti alla “culla della vita” la conferenza degli Amministratori per la famiglia

Nella giornata di oggi, giovedì 8, i sindaci bresciani appartenenti alla rete Amministratori per la famiglia e l’associazione Family Day hanno illustrato in un incontro pubblico le priorità del progetto, partito ormai un anno fa.

Simbolica anche la scelta del luogo dell’incontro, che si è svolto di fronte alla Ruota della vita degli Spedali Civili, che permette di lasciare totalmente protetti i neonati da parte della mamma in difficoltà nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita.

A intervenire il prof. Massimo Gandolfini, presidente nazionale Family day, l’avvocato Piercarlo Peroni, vice presidente nazionale Movimento per la vita; e di Paolo Inselvini, rappresentante degli Amministratori per la famiglia di Brescia.

Il gruppo

Il gruppo Amministratori per la Famiglia nasce a Brescia nel settembre 2019 da un progetto dei referenti locali dell’Associazione Family Day. L’obiettivo principale era trovare la risposta al quesito “Cosa possono fare concretamente gli amministratori comunali in tema di politiche per la famiglia, difesa della vita e diritto dei genitori ad educare i figli?”

L’esperienza ha preso forma via via con incontri tematici intorno a un vivace tavolo di lavoro, con persone animate dal desiderio di operare avendo a cuore valori irrinunciabili per fare crescere la propria comunità. Una particolare attenzione è dedicata in questo gruppo ad un adeguato sostegno alla famiglia naturale, considerata bene per la società tutta e promessa di futuro nel suo prendersi cura degli uomini di domani.

“Una cultura diffusa, sempre più individualista e improntata alla competitività, fatica a riconoscere il valore della maternità – hanno spiegato i rappresentanti – Questo fa sì che molto spesso donne in condizioni di fragilità economica, relazionale, emotiva nel momento in cui affrontano il momento meraviglioso ma delicatissimo della gravidanza si sentano sole e abbandonate a se stesse, con il rischio che far nascere il proprio bambino appaia come una prospettiva al di sopra delle loro forze”.

La sfida

Per questo, la prima sfida che il gruppo ha voluto raccogliere è stata far conoscere in modo capillare la “culla per la vita” (a Brescia “Ruota per la Vita” realizzata dal Rotary Club) attraverso una campagna informativa mirata nei territori comunali che inizialmente hanno voluto aderire.

Le Amministrazioni che sin dall’inizio hanno aderito al progetto hanno un colore politico trasversale e spaziano dai partiti di centro destra, passando per l’area civica fino ai popolari cattolici.
Il vero banco di prova però è arrivato con la promozione e l’adozione della prima delibera denominata “a favore della vita nascente” attualmente già deliberata in 8 comuni della provincia di Brescia: Marone, Prevalle, Flero, Castel Mella, Cazzago San Martino, Bagnolo Mella, Ghedi ed Iseo – in alcuni di questi con la totalità dei voti a favore.

Mozione e altre azioni

Questo atto comprende una serie di azioni concrete che concorrono a creare una rete di sostegno intorno a famiglie e donne che affrontano una gravidanza in situazioni di difficoltà; tra queste, l’erogazione di un contributo gestito dai Servizi Sociali e/o CAV (Centri di Aiuto alla Vita) e l’attivazione di alcuni piccoli servizi comunali come il “kit di nascita” che in modo diretto o attraverso iniziative promozionali (come la creazione dell’albero della vita) favoriscono la cultura della vita a partire dalla prima entità politica sul territorio, appunto i comuni.

“Ci si chiede spesso quale sia la condizione necessaria per far sì che un amministratore pubblico possa essere valido – hanno proseguito gli amministratori – Certo la competenza, che dovrebbe essere scontata, non può mancare, ma noi crediamo che la competenza senza solidi valori ed ferma coerenza sia come un buon terreno fertile, ma senza semi”.

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