Dalla lotta per insegnare all’impegno contro il fascismo: addio alla maestra Morelli

L’abbiamo intervistata nel 2017, quando ci ha donato uno spaccato della Calcinato che lei ha conosciuto e amato fin da ragazzina

Dalla lotta per insegnare all’impegno contro il fascismo: addio alla maestra Morelli
Montichiari, 03 Luglio 2020 ore 09:05

Non rinunciava, nonostante, l’età avanzata, a qualche visita alla chiesa del paese. La maestra Anna Maria Morelli, così era conosciuta quella donna compita e sempre sorridente, portava sulle spalle e nei propri racconti il peso della storia italiana e condivideva i suoi aneddoti volentieri con chi la andava a trovare, nel suo appartamento a metà strada della scalinata sul retro della chiesa di San Vincenzo. Aveva 97 anni.

Anna Maria Morelli

L’ultima intervista nel 2017

L’abbiamo intervistata nel 2017, quando ci ha donato uno spaccato della Calcinato che lei ha conosciuto e amato fin da ragazzina. Veniva in paese a trovare i nonni e avevano così poco in casa – raccontava la maestra – e visto che la mamma era toscana, e suo padre era di qui, dalla Toscana prendevano vino, e tante altre cose, e da Calcinato mandavano giù quello che c’era qui, il grana, il miele… «Pensate che tutto questo scambio avveniva sulle Ferrovie dello Stato – ci raccontò Anna Maria in occasione dell’intervista – e non c’era mai una rottura, mai un guasto! Allora le cose funzionavano, le ferrovie funzionavano bene. Però – e qui sfoggiava la sua ironia, ancora intatta – non mettiamoci a fare un elogio al fascismo!».

La sua guerra contro il fascismo

Perché lei con il fascismo aveva fatto i conti in prima persona. In paese la si conosce soprattutto come sorella del partigiano Giovanni Morelli, il fratellino morto a Gusen, distaccamento di Mathausen. O anche come figlia del tenente Antonio Morelli, anche lui deportato e sopravvissuto. Ma all’indomani della sua scomparsa vogliamo ricordare Anna Maria come una donna indipendente, con le proprie gioie e traguardi personali. Visse sì una vera e propria tragedia famigliare, culminata con il carcere che lei stessa dovette affrontare, a Canton Mombello a Brescia. Ma seppe sempre raccontarla senza vittimismo. E nonostante essa, raggiunse i suoi traguardi professionali e personali.  Ma al di là delle tragedie, il suo incrollabile ottimismo le faceva conservare anche diversi episodi felici… L’articolo completo in edicola da venerdì con Montichiariweek, anche in edizione sfogliabile sul sito

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