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CASTEGNATO

Dalla Franciacorta all'Egitto: la storia di Roberto Simoncelli per la difesa dei diritti umani

Dal 2003 al 2019 tra i responsabili di un progetto di sviluppo rurale integrale in alcune comunità indigene nel sud della Bolivia, da due anni si trova a Il Cairo.

Dalla Franciacorta all'Egitto: la storia di Roberto Simoncelli per la difesa dei diritti umani
Cronaca Sebino e Franciacorta, 31 Maggio 2021 ore 11:52

Impegnato nel settore dei diritti umani, si occupa di promuoverne il rispetto e la tutela a livello internazionale.

Dalla Franciacorta all'Egitto: la storia di Roberto Simoncelli per la difesa dei diritti umani

di Valentina Pitozzi

Una storia che va al di là delle frontiere e dei limiti geografici, ma anche e soprattutto culturali.
Il protagonista è Roberto Simoncelli, nato e cresciuto a Castegnato ma da venti anni "cittadino del mondo".
Impegnato nel settore dei diritti umani, si occupa di promuoverne il rispetto e la tutela a livello internazionale. In poche parole collabora con l’Aics, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, costola del Governo italiano nel perseguimento degli obiettivi di diplomazia economica e culturale.

Dal 2003 al 2019 tra i responsabili di un progetto di sviluppo rurale integrale in alcune comunità indigene nel sud della Bolivia, da due anni si trova a Il Cairo per l’avvio di un progetto rivolto ancora una volta ai più vulnerabili.
Bambini e adolescenti in conflitto con la legge, sfruttati dal sistema lavorativo, senza cure genitoriali e donne indigenti sono tra le categorie di cui Simoncelli si occupa insieme allo staff composto dal Governo italiano e dal Governo egiziano, Ong, agenzie specializzate delle Nazioni unite e professionisti locali.
Ecco che tutti gli attori coinvolti interagiscono per perseguire obiettivi condivisi, che mirano a prevenire la migrazione irregolare, migliorare il rispetto della Costituzione dei vari Paesi, stipulare convenzioni in sede Onu e andare verso uno sviluppo sostenibile.

"In Italia si ha una percezione dei fatti diversa da quella reale – ha spiegato Simoncelli – La narrazione, infatti, si dimentica di molti avvenimenti e fattori così, molto spesso, le affermazioni si rivelano frutto di una riflessione sentimentale non accompagnata da un sapere edotto. Questo va male e non contribuisce all’evoluzione della società".
Simoncelli, nello specifico, ha fatto riferimento alle dinamiche che coinvolgono il Mediterraneo come gli sbarchi.
"Quando si parla di quest’area non si può girare lo sguardo altrove – ha evidenziato – Siamo uniti a questi Paesi in maniera profonda".

Roberto Simoncelli

"Non è un lavoro semplice – ha sottolineato – Ma a questo punto della vita e della carriera ho capito che abbiamo solo una vita e non possiamo concederci il lusso di sprecare tempo in cose he non interessano. Il mio consiglio: guardarsi ogni giorno allo specchio per conoscersi meglio e capire cosa si vuole, anche in relazione alle persone con cui si condivide (o si intende farlo) la vita.
Comprendere le altre dinamiche e riconoscere che esiste una visione diversa dalla propria di percepire la quotidianità e l’ambiente circostante è fondamentale. Gli strumenti devono necessariamente incontrare i processi".

A proposito di carceri e rettitudine ha tenuto a precisare:"Si usa la soluzione penale come bacchetta magica, ma c’è poca conoscenza di cosa crea l’abuso penale. Nel lungo periodo, infatti, ingigantisce i problemi senza andare veramente all’origine delle difficoltà".

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