Da cubista ad ancella di Dio

Da cubista ad ancella di Dio
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Una suora coraggiosa che non ha paura di affrontare i fantasmi del passato e che ha tanta voglia di condividere col mondo la sua danza in armonia con la sua fede religiosa: Anna Nobili ha presentato, nella chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Carpenedolo, il suo spettacolo «Con Maria in danza» davanti ad oltre 200 persone che hanno riempito le bancate dell’edificio religioso.

Don Franco Tortelli: «Ringraziamo suor Anna per avere trovato il tempo di essere nostra ospite per la Settimana Mariana nonostante i suoi tanti impegni. In occasione del centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, ripercorreremo i passi di Maria attraverso il Vangelo e attraverso la danza».

Lo spettacolo è poi iniziato e sono stati rivissuti i momenti salienti della vita di Maria, prima con la lettura della Bibbia, poi con un pezzo di danza classica: partendo dall’Annunciazione dell’angelo Gabriele, si è passati attraverso l’incontro con Elisabetta, il parto a Betlemme, la morte di suo figlio Gesù e la susseguente resurrezione, concludendo con l’accoglienza in Paradiso. A duettare con Anna, in queste sei danze simboliche, era presente Cecilia Daolio , medico con una forte passione per il ballo. Musica e danza si fondevano con una armonia perfetta e le due interpreti non si limitavano ad usare il corpo per rappresentare le scene, ma riuscivano anche con le espressioni del viso a comunicare la forza delle emozioni che volevano far passare. Particolarmente emozionante la scena della morte di Gesù con suor Anna che dopo aver vagato attraverso il pubblico, si sdraia ai piedi dell’altare dinanzi al Crocefisso.

Scroscio di applausi finale per la protagonista che al termine dello spettacolo ha parlato un po’ della sua vita tutt’altro che semplice e scontata:« Inizialmente – attacca suor Anna – utilizzavo il mio corpo per sedurre, lavoravo nei locali notturni come cubista. Poi ho conosciuto Gesù, una sera come le altre, andando in chiesa e da lì ho capito che non dovevo buttar via la mia sessualità come stavo facendo, perché il mio corpo è sacro. Dopo un viaggio ad Assisi nel 1993 ho deciso di abbandonare completamente i locali notturni: è stato un percorso molto faticoso ma Gesù ha fatto un grande miracolo in me, liberandomi dal maligno. Oggi ho 47 anni, ho scritto un libro, “Io ballo con Dio” e ho aperto una scuola di danza, la “Holy Dance” a Pestrina vicino a Roma: qui le persone possono imparare a sperimentare la fede tramite il corpo, a non utilizzare il ballo per essere al centro dell’attenzione, ma per emozionare ed emozionarsi. Abbiamo iniziato quasi per gioco ma ora abbiamo 75 presenze annuali». Una storia di conversione per una serata indimenticabile.


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