Cronaca
chiude l'eurospar

Crisi Despar: Coccaglio perde l'ultimo supermercato

Nei paesi limitrofi c'è una vasta scelta di store, ma a essere penalizzati saranno gli anziani e le persone fragili.

Crisi Despar: Coccaglio perde l'ultimo supermercato
Cronaca Sebino e Franciacorta, 25 Marzo 2021 ore 19:26

Se fare la spesa da qualche mese a Coccaglio era diventato difficile, dalla prossima settimana sarà impossibile. L’ultimo supermercato del paese chiude i battenti e, negozi di vicinato a parte, bisognerà spostarsi nei Comuni limitrofi per poter fruire di un supermercato.

Crisi Despar: Coccaglio perde l'ultimo supermercato

Sono mesi che all’Eurospar di via Chiari gli scaffali sono sguarniti e i coccagliesi si lamentano della situazione dopo le chiusure di Ld nel quartiere degli Orti, Lidl nella zona del paese verso Rovato e del supermercato di piazza Aldo Moro. Vero anche che, parlando solamente dei supermercati che si trovano ai confini con Coccaglio, ci sono Italmark, Md e Penny Market a Chiari, Leader Price a Cologne, Conad, Eurospin, Md e Lidl a Rovato. Una vasta scelta per chi può spostarsi in auto. Ma non per gli anziani che, se non hanno un aiuto da parte dei famigliari, si trovano sforniti di un servizio essenziale e che non può essere sostituito unicamente dai negozi di vicinato e dalle botteghe di Coccaglio.

Passione civica chiede a gran voce una soluzione

A sollevare più di una volta il problema nelle scorse settimane e già durante il primo lockdown, dove il Ministero non aveva da subito chiarito la possibilità di spostarsi a fare la spesa anche nei paesi vicini, sono stati i consiglieri di minoranza di Passione civica per Coccaglio, che nel fine settimana hanno inviato una lettera al sindaco, Alberto Facchetti, dando la propria disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per trovare una soluzione.

"La difficoltà di fare la spesa per persone anziane o per soggetti in situazione di fragilità, non automuniti o in quarantena, è ogni giorno più evidente - hanno sottolineato i consiglieri, capitanati da Michela Faustini - Durante il primo lockdown abbiamo apprezzato lo straordinario lavoro dei volontari di Protezione civile nella consegna della spesa agli anziani e alle persone in difficoltà. Ora sappiamo che il gruppo è impegnato nella campagna vaccinale, quindi chiediamo di mettere in campo altre risorse e di coinvolgere altre realtà associative o di volontariato del paese per svolgere questo compito. Noi siamo disponibili a collaborare".

La lettera è stata scritta dopo diversi interventi in Consiglio comunale. "Dopo aver visto l'immobilismo delle Amministrazioni Claretti prima e Facchetti ora, che nel corso degli ultimi dieci anni hanno guardato spegnersi le attività commerciali in paese senza il minimo intervento, abbiamo deciso di sollecitare nuovamente il sindaco - hanno spiegato dall’opposizione - L'attribuzione della colpa all'apertura dei centri commerciali è vera in parte. Basti guardare ai Comuni limitrofi di Chiari, Cologne e Rovato, che in questi stessi anni hanno visto l'apertura di una serie di punti vendita che garantiscono ai propri cittadini un'ampia scelta di prodotti di qualità e a prezzi convenienti".

Come mai a Coccaglio i negozi chiudono e i supermercati fuggono in cerca di altri lidi? Come mai nessuna catena di distribuzione è interessata a rifornire una popolazione di 8.700 persone?

"Cosa potrebbe fare un'Amministrazione per ovviare a questo grave disagio? - ha proseguito la Faustini - A nostro parere molto: aiutare le attività commerciali del paese incentivando i cittadini a farvi acquisti magari con una tessera a punti, offrire a giovani imprenditori un negozio sfitto del centro storico, mettendo nella condizione i proprietari di fornire gratuitamente il locale per un periodo stabilito, per poi (se l'attività prende piede) stipulare un contratto di affitto. Creare una cooperativa di commercianti coccagliesi che, con il supporto economico del Comune, possa aprire negozi di generi diversi con costi di affitto e utenze contenuti. Ma anche mettere a disposizione un capannone sfitto, magari nel quartiere degli Orti, che da quando la Farmacia si è spostata è sguarnito di tutti i servizi, affinché diventi un supermercato".

Il sindaco: "L’ampia scelta fuori Comune è anche la causa del fenomeno"

Tra Cologne, Chiari e Rovato c'è ampia scelta, ma è proprio questa rosa si supermercati che causa le chiusure a Coccaglio, oltre al cambiamento nella cultura degli acquisti degli ultimi anni.

"Storicamente, già dalla fine dell’Ottocento, si è sempre delegato ad altri il riferimento commerciale delle attività - ha spiegato il sindaco - Queste dinamiche sono state aggravate dalla pandemia. Inoltre la nuova cultura di mercato, che vuole la concentrazione della spesa nei centri commerciali e la distruzione del tessuto economico locale, non ha giovato. Nessuno si arrende di fronte a queste dinamiche, ma bisogna trovare soluzioni che siano logiche. Anche intervenire come comunità significa andare incontro a perdite in conto capitale. L'idea di fare una cooperativa di consumo non è così pellegrina, ma il problema è realizzarla, canalizzare l'apporto economico dei soci e contenere le perdite, contando che i concorrenti sono multinazionali".

Una delle alternative, oltre a potenziare i servizi offerti dalle attività di vicinato, è organizzare servizi di trasporto per le fasce deboli, in modo che possano spostarsi a fare la spesa nei supermercati vicini.

"E’ comunque una tematica complessa, darebbe la priorità a una realtà piuttosto che a un'altra, andando contro le dinamiche della concorrenza - ha concluso il sindaco - C'è stata tensione da parte nostra nel cercare di intercettare gli interessi di qualcuno che volesse arrivare sul territorio, ma si è sempre risolto in un nulla di fatto. A Coccaglio, per tradizione, non c’è una radicata cultura di acquisto sul territorio. Inoltre bisognerebbe ragionare su una variazione culturale della modalità di acquisto: andiamo tutti a cercare il prezzo inferiore, trascurando il fatto che con una logica diversa potremmo incentivare realtà del territorio che hanno una genuinità in più rispetto ai prodotti della grande distribuzione, che spesso arrivano dall'estero. Siamo attenti a quello che succederà e, in questa fase così delicata, anche se dovessero esserci delle trattative sul punto vendita che chiude sarebbero comunque coperte dalla riservatezza".

Chi si trovasse in difficoltà può sempre chiamare il Comune: i Servizi sociali sono pronti a intervenire.

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