Cronaca
REGIONE LOMBARDIA

Coronavirus, a Brescia 550 casi ogni 100mila abitanti: la zona rossa sembra inevitabile

E' impietosa l’analisi dei dati dell’epidemia in Lombardia effettuata dal consigliere regionale Samuele Astuti.

Coronavirus, a Brescia 550 casi ogni 100mila abitanti: la zona rossa sembra inevitabile
Cronaca Brescia, 10 Marzo 2021 ore 18:37

L’analisi dei dati dell’epidemia in Lombardia effettuata dal consigliere regionale Samuele Astuti conferma che la regione sta andando verso la zona rossa. A Brescia due volte, se possibile.

Covid in Lombardia, Brescia due volte sopra la soglia della zona rossa

Dopo l’indice Rt, ora è l’"incidenza" il dato da guardare per capire chi rischia o meno la zona rossa. Nell’ultimo Dpcm, il primo del Governo Draghi, la soglia di 250 casi ogni 100mila abitanti segna il “limite” superato il quale si procede alla chiusura delle scuole, e stando a quanto trapela dalle riunioni romane di questi giorni, è quello che il Comitato Tecnico Scientifico vorrebbe introdurre per far scattare la zona rossa.

Ma com’è la situazione in Lombardia? Non buona. L’incidenza regionale è a 310 casi settimanali ogni 100mila abitanti (la scorsa settimana era a 268). Tra le province solo quattro sono sotto la soglia: Varese (230 casi per 100mila abitanti), Sondrio (229), Lodi (202) e Bergamo (209).

Milano poco sopra, 254, ma come tutte in crescita nell’ultima settimana, Como arriva invece a 334. La situazione più grave però è a Brescia, che il tetto dei 250 casi lo ha superato nella seconda metà di febbraio: qui l’incidenza dell’ultima settimana è di 550 casi ogni 100mila abitanti.

Astuti: “Ripresa marcata del numero di positivi e dei decessi”

A riassumere i risultati dell’analisi lo stesso Astuti. “Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 31.216, circa il 15% in più della scorsa (erano 27.007) e circa il 64% in più di precedente (erano 19.078). Sale anche il numero di decessi settimanali, più alto di quanto rilevato la scorsa settimana e in crescita anche rispetto quella precedente. Oggi sono 405, circa il 21% in più della scorsa (erano 334)”.

A crescere anche il dato percentuale dei tamponi positivi effettuati su “nuovi casi sospetti”, che la Regione non pubblica nel suo bollettino, a favore invece di quello sul totale dei tamponi che per la maggior parte sono di controllo. Dato che nell’ultima settimana è arrivato al 32%: in pratica, un caso sospetto su 3 si rivela infetto dal Coronavirus. “Nell’ultima settimana – conclude il consigliere – in tutte le province lombarde sono stati rilevati più di 200 casi ogni 100mila abitanti. In otto (Brescia, Como, Cremona, Lecco, Monza, Milano, Mantova e Pavia) il numero di casi ha superato i 25 per 100mila abitanti e addirittura a Brescia è stato rilevato un valore superiore a 550. Tutti gli indicatori crescono in maniera preoccupante e la campagna vaccinale continua ad andare a rilento, con solo il 19% degli over 80 vaccinati mentre altre regioni hanno già superato il 40%, con grande confusione nelle priorità e il sistema di prenotazione che presenta grosse falle e manca una programmazione seria delle vaccinazioni, tanto che ancora non è stato presentato alcun cronoprogramma”.

 

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