Cronaca

Cinque nuove attività storiche entrano nell’Albo regionale: Brescia celebra anche le botteghe di Chiari

Da via San Martino della Battaglia a via Marengo, cinque esercizi clarensi entrano nell’Albo delle attività storiche e di tradizione

Cinque nuove attività storiche entrano nell’Albo regionale: Brescia celebra anche le botteghe di Chiari

A Brescia il riconoscimento di Regione Lombardia alle imprese che hanno superato i quarant’anni di attività

Una storia lunga decenni

Le serrande che si alzano ogni mattina raccontano una storia che va ben oltre il commercio. A Chiari, nella Bassa bresciana, cinque attività hanno attraversato decenni di cambiamenti economici e sociali, continuando a rappresentare un punto di riferimento per la comunità. Il riconoscimento è arrivato mercoledì 16 settembre nell’Auditorium della Camera di Commercio di Brescia, dove Regione Lombardia ha ufficialmente iscritto all’Albo delle attività storiche e di tradizione altre 466 imprese lombarde. Sono 104 quelle premiate nella provincia di Brescia, che con 791 marchi registrati mantiene il primato regionale, all’interno di un albo che conta complessivamente 4.943 realtà. Tra le nuove iscritte ci sono cinque attività di Chiari: la Casa del Tendaggio di Morsia Davide, in via San Martino della Battaglia, attiva dal 1977; Cicli Moto Baroni di Baroni Battista, in via Cortezzano, dal 1976; Foto Penna di Santo Penna, in via Rapicio, dal 1985; la Galleria d’Arte L’Incontro di Erminia Colossi, in via XXVI Aprile, dal 1976; e I Lorini Acconciatori di Angelo Lorini, in via Marengo, dal 1975.

Cinque insegne, una memoria comune

A consegnare il riconoscimento sono stati l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, affiancato dall’assessore all’Ambiente Giorgio Maione, dal presidente della Camera di Commercio Roberto Saccone e dal vicesindaco di Chiari Roberto Campodonico. Cinque attività diverse per settore e storia, ma accomunate dalla capacità di restare aperte mentre intorno cambiava il modo di acquistare, lavorare e vivere la città. Tendaggi, biciclette e motociclette, fotografia, arte e acconciatura: mestieri differenti che hanno mantenuto un legame diretto con il territorio e con generazioni di clienti.

«Altri cinque esercizi commerciali si fregiano nel 2026 del prestigioso riconoscimento», ha sottolineato Campodonico, ricordando come queste imprese rappresentino da oltre quarant’anni un presidio per l’economia e l’identità locale.

La sfida di restare aperti

Il riconoscimento assume un significato particolare in un momento nel quale il commercio tradizionale deve confrontarsi con la grande distribuzione, le multinazionali e la crescita dell’e-commerce. Dietro ogni insegna storica, però, non c’è soltanto un’attività economica: c’è una presenza quotidiana che contribuisce a mantenere vive le strade e i quartieri. Per Campodonico le attività storiche garantiscono servizi, creano occupazione, contribuiscono alla sicurezza attraverso una presenza diffusa e rendono la città più viva e attrattiva. Una funzione che si intreccia anche con una delle sfide più delicate per le imprese familiari e locali: il ricambio generazionale. Le cinque realtà clarensi entrano così in un elenco che non celebra soltanto la longevità commerciale, ma riconosce il valore di una parte del patrimonio imprenditoriale e sociale della città. Cinquant’anni, o quasi, dietro una serranda significano infatti molto più della semplice permanenza sul mercato: significano aver accompagnato la trasformazione di una comunità senza perdere il proprio posto al suo interno.