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Cinque notizie che non lo erano Una ancora sulla legittima difesa

Cinque notizie che non lo erano
Una ancora sulla legittima difesa
Cronaca 13 Maggio 2017 ore 10:56

1) La difesa sarà legittima solo di notte

Il dibattito parlamentare sulla legittima difesa ha trovato compimento con l’approvazione di una nuova legge alla Camera, che dovrebbe ampliare i diritti di chi viene aggredito in casa propria. Il testo ha scatenato in questi giorni una tempesta di critiche bipartisan, soprattutto per una frase che, secondo quanto riportato, garantirebbe il diritto alla difesa con un’arma soltanto nelle ore notturne. Anche per questo motivo si ritiene quasi scontata una pesante modifica durante la discussione in Senato. Si considera legittima, secondo la nuova norma, «la reazione a un’aggressione in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nel domicilio con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno». L’uso del termine “ovvero” è stato mal interpretato, facendo credere che fosse esplicativo, mentre nei testi giuridici è spesso usato con valore disgiuntivo, cioè con lo stesso significato della congiunzione “oppure”. Il «tempo di notte» non risulta quindi essere una condizione necessaria, ma soltanto una delle varie situazioni in cui la reazione viene considerata legittima.

2) Whatsapp hackerato: presto online conversazioni e foto degli utenti

I server di WhatsApp sono andati offline per alcune ore nella serata del 3 maggio, destando non poche preoccupazioni nei milioni di utenti che giornalmente lo utilizzano. Il servizio è stato ripristinato senza apparenti conseguenze, ma secondo alcuni siti web, la causa del problema sarebbe riconducibile ad un attacco hacker. Secondo alcune fonti, i cyber-criminali si sarebbero introdotti nel database di WhatsApp, rubando i dati relativi a milioni di conversazioni, comprese foto e video inviate privatamente. Il malfunzionamento in realtà, come spiegato da un portavoce di WhatsApp a Business Insider, è stato causato da un problema interno e non da una fonte esterna. I dati degli utenti sono quindi al sicuro.

 

3) Pena di morte per chi chiede l’eutanasia

La normativa che disciplina il fine vita in Italia sta cercando di fare qualche passo in avanti con la discussione del disegno di legge sul testamento biologico, ma in molti chiedono maggiori sforzi per garantire il rispetto delle volontà personali di ogni individuo. Una parte dell’opinione pubblica è però contraria a un’apertura su un tema così delicato e tra i più agguerriti c’è Mario Adinolfi, politico noto per le sue battaglie in favore dei valori cristiani. È online da alcune settimane anche una petizione sul portale Change.org, firmata proprio a nome di Mario Adinolfi, che invocherebbe addirittura la pena di morte per tutti coloro che chiedano l’eutanasia. Il paradosso logico è evidente, eppure in molti hanno creduto che la petizione fosse reale. Wired in un articolo ha spiegato che si tratta di una bufala, Adinolfi infatti non ha mai scritto nulla del genere.

4) Sindaco sardo si oppone alla rimozione del maiale
dal menu della mensa scolastica

Sui social network è circolato in questi giorni un appello, condiviso da migliaia di persone, che riporterebbe la storia del sindaco di Sanluri, in Sardegna. Il primo cittadino si sarebbe opposto alla richiesta di alcuni genitori musulmani di rimuovere il maiale dal menù della mensa scolastica, motivando la scelta con una lunga nota.
«I musulmani – si legge – devono capire che devono adattarsi alla Sardegna e a Sanluri, ai suoi costumi, le sue tradizioni, perché è lì che hanno scelto di emigrare». Il messaggio ha riscosso molto successo ma il sito specializzato in bufale Butac.it ha contattato direttamente il sindaco, che molto brevemente ha smentito l’accaduto dichiarando: «È una bufala!».

5) Uomo di 65 anni sposa bambina di 12 anni

Alcune bufale tornano ciclicamente a circolare sui social network e a ingannare gli utenti che non riescono a riconoscerle. In questi giorni ha ripreso a diffondersi un vecchio video che mostrava un uomo di 65 anni camminare per strada con la sua novella sposa, appena dodicenne. La pagina che l’ha condiviso, che inspiegabilmente accusa del fatto la Presidente della Camera Laura Boldrini, ha denunciato l’accaduto, raggiungendo oltre tre milioni di visualizzazioni. Il video però è tratto da un esperimento sociale che voleva sensibilizzare l’opinione pubblica proprio nei confronti del fenomeno dei matrimoni combinati con minorenni, purtroppo ancora diffuso in Medio Oriente.

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