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Cibo avvelenato in giardino, a rischio un cane e una bimba

Cibo avvelenato in giardino, a rischio un cane e una bimba
Cronaca 13 Maggio 2017 ore 17:27

«Ringo ora è a casa, è fuori pericolo, ma in futuro potrebbe avere problemi al fegato e rischia anche la cecità». Da una parte le rassicurazioni, dall’altra le preoccupazioni per il futuro. A parlare è Melissa Bartoli la padrona che tempo fa ha trovato il suo cane in preda ad una crisi epilettica. La causa di tutto ciò l’ha trovata nel suo giardino: Ringo aveva ingerito del lumachicida appositamente sparso su una scatoletta di carne.

«Più volte i vicini hanno tentato di avvelenare il mio cane - ha spiegato la signora mettendo in luce una situazione che si protraeva da una settimana - ma io ho una bambina di otto mesi che sta iniziando a gattonare. Come faccio a controllarla? Ma stiamo scherzando?». Questo lo sfogo della mamma che teme per la salute della sua bimba e del suo cane, diventato da 5 anni parte integrante della famiglia. «Abitiamo in via Volta da 2 anni - ha spiegato - abbiamo scelto questa casa proprio perché ha molto verde. Da tempo i vicini si lamentavano per l’abbaiare del cane, così abbiamo chiamato degli addestratori, l’abbiamo fatto castrare e ora vive in garage».

Ma oltre alle scuse verbali, ogni loro sforzo materiale e pratico è valso a ben poco. «La vicina si è lamentata anche di aver sentito abbaiare - ha aggiunto Melissa - seppur in lontananza, dal garage. E ai suoi nipoti che gridano tutto il pomeriggio cosa dovremmo dire? Siamo fuori dal centro abitato del paese, anche i vicini hanno i cani e pensavo che la tolleranza fosse maggiore». All’arrivo dei carabinieri, allertati dalla famiglia Bartoli-Poli anche il vicino di casa ha voluto dire la sua: «E’ uscito di casa dicendo che abitava lì da 50 anni, ha detto di non avere mai avuto problemi fino a quando non siamo arrivati noi con il cane che abbaia. Non posso dare colpe perché non ci sono telecamere», ma i carabinieri hanno asserito di avere elementi sufficienti.

«E’ avvenuto tra le 2 di pomeriggio e le 6 di sera, quindi di giorno - ha specificato la donna - ma nessuno ha visto nulla», inutile dire che ogni testimonianza potrebbe essere decisiva per incastrare chi, in questo caso, rischia una denuncia penale. Intanto superata una prima fase ricca di paure, la guardia della famiglia rimane alta.


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