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Crisi Gruppo L'Alco

Chiusura provvisoria per cash&carry e quattro supermercati

L'annuncio nel vertice in Prefettura. Chiusi al pubblico fino all'1 giugno i punti vendita a marchio Altasfera ma anche la Despar di Capriolo.

Chiusura provvisoria per cash&carry e quattro supermercati
Cronaca Sebino e Franciacorta, 13 Marzo 2021 ore 15:43

Secondo vertice in Prefettura sulla crisi del Gruppo L’Alco.  Mercoledì, alla presenza del vice prefetto Stefano Simeone si sono riuniti a Brescia i rappresentanti dell’azienda, nella fattispecie il consulente del lavoro Sergio Faini e l’avvocato Giacon, le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil di Brescia.

Chiusura provvisoria per cash&carry e quattro supermercati

Sollecitati dal vice prefetto, che ha chiesto un aggiornamento rispetto al precedente incontro del 29 gennaio, i rappresentanti dell’azienda hanno illustrato le novità, sottolineando l’inserimento di due realtà con marchio diffuso sul territorio nazionale, interessate a rilevare distintamente le società del Gruppo. E’ stato inoltre annunciato che martedì è stata depositata in Tribunale la richiesta di concordato in bianco per L’Alco Grandi Magazzini spa. Riguardo invece le altre due società del gruppo (l’Alco spa e Gestione Centri Commerciali spa), la proprietà sta facendo ulteriori valutazioni; il rischio è che la sorte sia la medesima per L’Alco spa. I rappresentanti del Gruppo hanno infine comunicato la chiusura provvisoria di tutti i punti vendita a marchio Altasfera (incluso Rovato) e di quattro supermercati: tra questi c’è la Despar di Capriolo (gli altri sono a Lograto, Lodrino e Bergamo) che da domani, sabato, chiuderà al pubblico fino all’1 giugno.

La reazione dei sindacati

“Abbiamo stigmatizzato l’atteggiamento tenuto dalla proprietà a nostro avviso poco serio e non trasparente, la mancata informazione delle ultime settimane rispetto l’evoluzione delle trattative, denunciando ancora una volta l’assenza di notizie riguardanti gli stipendi dei lavoratori e dei noti arretrati che ad oggi rappresentano cifre importantissime – hanno lamentato i sindacati – Abbiamo chiesto se la trattativa con la precedente società sia ancora aperta e di capire meglio a cosa fa riferimento l’interesse di questi due nuovi soggetti e che garanzie occupazionali ci sarebbero nel caso si concretizzassero le cessioni, senza avere risposte certe su tempi e dati con la sola conferma che tutte e tre le trattative sono ancora in atto”. Le organizzazioni sindacali non hanno nascosto la loro preoccupazione di fronte alla notizia del deposito della richiesta di concordato. “Siamo coscienti che questo tipo di procedure hanno inevitabilmente effetti su lavoratori in forza e quelli cessati che aspettano da tempo le loro spettanze – hanno precisato – C’è l’esigenza di approfondire la questione relativa agli ammortizzatori sociali, in scadenza a fine marzo, anche a fronte delle notizie riguardanti le procedure concorsuali e la chiusura dei negozi”.

La sollecitazione della Prefettura

Il vice prefetto Simeone ha sollecitato i rappresentanti del Gruppo a essere attenti alle relazioni sindacali, precisando che in un momento così delicato e con l’impatto che questa vertenza potrebbe avere a livello sociale, le informazioni e le notizie devono essere precise e puntuali e annunciando la decisione di riconvocare le parti entro un mese per gli aggiornamenti necessari.

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