Chirurgia alla schiena, cosa fare se l'intervento non dà i risultati sperati…

Il dottor Claudio Ferlinghetti spiega perché l'intervento può non avere successo. Utile la consulenza di un chirurgo esperto

Chirurgia alla schiena, cosa fare se l'intervento non dà i risultati sperati…
Brescia, 28 Gennaio 2019 ore 08:50

Chirurgia alla schiena, se va male è comunque possibile rimediare. Gli interventi di artrodesi alla colonna vertebrale, più comunemente noti come interventi di stabilizzazione, rappresentano oggi il trattamento standard per molte patologie che affliggono la colonna vertebrale. Tali interventi consistono nell'impianto di mezzi di sintesi come barre, viti e gabbiette all'interno della colonna vertebrale. L’obiettivo è quello di ottenere la stabilità necessaria per il corretto funzionamento della schiena. Il trattamento chirurgico mira al ripristino dei normali rapporti tra le vertebre e alla restituzione della fisiologica conformazione della colonna vertebrale.

Chirurgia alla schiena, fase delicata e complessa

Come tutti gli interventi, i risultati non sempre sono soddisfacenti, con conseguente persistenza di dolore ed impotenza funzionale. Tali risultati negativi, però, non vanno sempre attribuiti ad un errore chirurgico. Al contrario nella maggior parte dei casi risiedono nella complessità della chirurgia vertebrale, che spesso impedisce di ottenere risultati eccellenti.

Le cause dell'eventuale insuccesso

Una buona percentuale di insuccesso è legata all'insorgenza di un nuovo problema alla colonna vertebrale. Solitamente si tratta di una degenerazione del segmento adiacente, per esempio al disco intervertebrale superiore od inferiore, a quello operato. Tale degenerazione è legata in parte allo stress cui è sottoposto il disco per la presenza dell’impianto di stabilizzazione ed in parte al normale processo di invecchiamento del disco stesso.

Chirurgia alla schiena

La revisione della colonna, ne parliamo con il dottor Ferlinghetti

Il dottor Claudio Ferlinghetti, neuro-chirurgo esperto di chirurgia mini-invasiva della colonna vertebrale, approfondisce volentieri con noi alcuni aspetti di questo argomento.
Dottore, cosa sono gli interventi di revisione della colonna vertebrale?
«Sono interventi di revisione di stabilizzazione precedenti. Si eseguono per far fronte a complicazioni o risultati negativi di interventi alla colonna eseguiti in precedenza. In altri casi invece l’intervento va ripetuto, a distanza di anni dal precedente, a causa dell’insorgenza di un nuovo problema alla colonna vertebrale».

La ricerca delle cause

«Dal punto di vista concettuale l’obiettivo del chirurgo resta sempre quello di dare stabilità alla colonna vertebrale. La cosa più importante, nel caso di un paziente già sottoposto in precedenza ad un intervento di stabilizzazione, è capire la causa del mancato beneficio o dell’insorgenza di un nuovo problema».

Nuove conoscenze e simulazioni

«Negli ultimi anni, nuove conoscenze in ambito di biomeccanica - riprende il medico -  ci hanno permesso di comprendere in maniera più precisa i concetti che stanno alla base del buon funzionamento della colonna vertebrale stessa. Inoltre, grazie alla possibilità di fare simulazioni al computer, alle strumentazioni moderne ed allo sviluppo di materiali sempre più performanti, gli interventi di revisione possono prevedere degli accessi miniinvasivi. Il vantaggio di questi ultimi è quello di dare maggiore stabilità alla colonna ed al contempo essere meno demolitivi».

Che risultati ci si deve aspettare da un intervento di revisione?

«Il risultato degli interventi di revisione dipende molto dal tipo di intervento precedente (estensione, decompressione o meno del canale spinale, complicazioni). Di rilievo sono anche le condizioni cliniche del paziente al momento del nuovo intervento. Gli interventi di revisione sono interventi sicuramente più complessi rispetto ad un primo intervento ed il risultato è legato alla capacità di ottenere la correzione desiderata, precedentemente pianificata nella fase di programmazione.  Una correzione soddisfacente consente infatti un buon risultato clinico, previene il fallimento chirurgico e l’insorgenza di una degenerazione dei segmenti adiacenti».

Chirurgia alla schiena

Rioperarsi o no? Importante il parere dello specialista

In conclusione, il dottor Ferlinghetti suggerisce di affidarsi ad un chirurgo esperto in chirurgia di revisione prima di sottoporsi ad un nuovo intervento alla colonna vertebrale, per identificare il problema e programmare la corretta strategia. «E' una scelta importante - conclude il medico - Una seconda chirurgia alla schiena richiede consulenze altamente professionali».

Chi è il dottor Ferlinghetti

Esperto di chirurgia mini-invasiva della colonna vertebrale, è oggi un punto di riferimento tra i più autorevoli sul territorio per la cura della lombosciatalgia. Laureato nel 1999 in medicina e chirurgia, utilizza una tecnica operatoria che riduce le cicatrici, provoca minimi danni alla massa muscolare, limita il rischio di complicazioni post-intervento e riduce i tempi di recupero accelerando notevolmente il ritorno alla vita di tutti i giorni per il paziente. Per informazioni, anche relativamente a casi di chirurgia alla schiena già portata a termine, telefonare al numero 327.2297251 o visitare il sito  www.dottclaudioferlinghetti.it

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