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Chiari: una vergognosa scritta xenofoba davanti alla scuola

Resta l’inquietudine e lo sgomento, soprattutto tra i genitori di origine straniera i cui figli frequentano la scuola

Chiari: una vergognosa scritta xenofoba davanti alla scuola

Una vergognosa scritta xenofoba davanti alla scuola.

Un amaro rientro a scuola per gli alunni di Chiari

Non è stata una campanella come tutte le altre quella di ieri mattina (mercoledì 11 febbraio 2026) al Polo delle Primarie di Chiari. Soprattutto, non lo è stata per le centinaia di bambini di origine straniera che frequentano la scuola, costretti a leggere loro malgrado in stampatello maiuscolo, e in rosso, un violento insulto di stampo razzista scritto sul muro di fronte alla scuola.

Ancora ignoti, per quel che si sa, gli autori del vergognoso atto vandalico, particolarmente ignobile e inquietante proprio perché chiaramente rivolto anche ai bimbi tra i 6 e gli 11 anni che ogni giorno passano di lì.

Sui social, fortunatamente, ha prevalso l’indignazione bipartisan, sebbene non sia mancata una piccola polemica tra la lista civica Chiari Virtuosa e l’Amministrazione di centrodestra al governo della città.  La prima ha accusato la seconda di aver tardato nell’intervenire, e l’ha coperta «sua sponte» con un telo per poi darne notizia sui social.  La seconda, per voce del sindaco Gabriele Zotti (FdI), si  è subito smarcata e ha risposto secca:

«Ho già dato mandato di rimuovere la becera scritta. Evitiamo di far aumentare tensioni sociali. Mi aspettavo, da amministratori seppur di minoranza  al corrente della vicenda, che contattassero direttamente l’ente (il Comune, ndr). Evidentemente gli ha fatto più comodo polemizzare, come se il sindaco fosse in giro a fare scritte».

Inquietudine e sgomento

Resta l’inquietudine e lo sgomento, soprattutto tra i genitori di origine straniera i cui figli frequentano la scuola. Alcune famiglie si stanno consultando, risulta a ChiariWeek, per organizzare una risposta collettiva.  In tempi in cui persino il concetto di «remigrazione» è allegramente sdoganato da un dibattito pubblico sempre più radicale, è un attimo che a pagarne il prezzo siano centinaia di bambini, umiliati e feriti proprio mentre entrano in una scuola pubblica: il più sacrosanto, benemerito (e affaticato) laboratorio di integrazione.  Mala tempora currunt.