Castiglione,se la passione nerd diventa lavoro

Castiglione,se la passione nerd diventa lavoro
07 Agosto 2016 ore 09:43

«Nerd». Una delle parole «nuove» di oggi. Per nerd si intende una predisposizione per la tecnologia e ad una sub cultura fatta di fumetti, serie tv e videogiochi. Diego Fanni, è un ragazzo di 24 anni, diplomato in Agraria, ma conosciuto dai tutti come Doctor Dee. Un nerd che ha fatto della sua passione un lavoro. Come ti definiresti? «Mi sento un’artista, se posso definirmi così. Tutto quello che è «fare» e «costruire» è quello che faccio nella mia vita. Su questo ho deciso di creare un personaggio che è Doctor Dee, una sorta di alter ego. La scelta del nome viene da una parte di quel mondo «nerd» che mi calza a pennello e di cui faccio parte. «Doctor» l’ho dalla mia serie tv preferita Doctor Who mentre «Dee» riprende parte del mio nome.»

Come è iniziato il tuo percorso?

«A 17 anni sono entrato nel mondo dell’animazione. Dalle feste di compleanno ho iniziato ad animare feste più importanti diventando presentatore e co-conduttore di eventi, dove, in alcuni casi, venivo chiamato come Dj, mestiere che porto tutt’ora avanti. Ma le soddisfazioni più grandi le ho avute con il mondo cosplay. Per chi non sapesse di cosa si tratta: è il vestirsi da un personaggio riconoscibile nell’universo manga o anche del mondo dei videogiochi. Da un anno e mezzo sono impegnato anche come Youtuber, ambito che mi sta dando molte soddisfazioni.»

Chi sono i personaggi che interpreti?

«Il più famoso è Veteran Ranger, con il quale ho ricevuto molti premi. E’ tratto dal videogioco Fallout. Ho impiegato due anni per riprodurre pezzo per pezzo ogni elemento del costume. Il primo personaggio però, è stato Altair dal videogioco Assassin’s Creed. Altri sono: Ace Ventura (personaggio suggeritomi da alcuni amici che hanno visto una certa somiglianza tra me e Jim Carrey), Doctor Who, uno dei Daft Punk, e un Original, che è un personaggio totalmente inventato ma sempre inerente al mondo nerd.»

Quanti premi hai vinto come cosplayer?

«In totale ho vinto dieci riconoscimenti. Alcuni mi sono particolarmente cari. Il primo premio che ho vinto è stato a una festa in maschera per Halloween. E’ stata la prima volta dove hanno riconosciuto e ammirato la mia passione. Prima venivo sempre preso in giro e ghettizzato per il mio estro. Il premio che mi ha dato più soddisfazione è stato quello vinto anni fa al “Miglior cosplay bresciano” dove sono stato riconosciuto vincitore e incoronato dal campione mondiale di Cosplay, Andrea Vesnaver».

Come viene sviluppato un personaggio e il suo abbigliamento?

«Già dalle medie, portavo a scuola delle piccole invenzioni o tentavo di riprodurre degli oggetti che mi affascinavano in quello che leggevo o vedevo, anche nei videogiochi. Per costruire un oggetto o un abito non si ha molto da cui partire. Solo la fotografia. La difficoltà sta proprio nella scomposizione mentale del pezzo e della sua ricostruzione complessiva. I materiali che uso sono tutti riciclati e l’abilità sta nel rendere il cartone o il legno simili al ferro e acciaio. Ingannare lo sguardo non è facile bisogna saper lavorare con i materiali».

Cosa rappresentano per te i personaggi che interpreti?

«Questi personaggi sono stati un mio modo per uscire dalla solitudine. Diego Fanni è sempre stato preso in giro perché visto come “strano”. Loro mi hanno permesso di riscattarmi a modo mio, con ciò che amavo e non era compreso allora. Adesso l’essere nerd, anche grazie alle nuove professioni nate dal web, viene visto con uno sguardo diverso. Forse, sembra ancora strano definirlo un lavoro, ma venendomi riconosciuto un pagamento per quello che faccio, lo reputo tale. A chi ha un lavoro dei suoi sogni per la testa voglio ricordargli una cosa: se ti riesce bene una cosa e ti piace farla, non arrenderti a quello che pensano gli altri. Mai».

Miriam Favro 


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